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NOVITÀ NORMATIVE

LA RIFORMA DELLA RISCOSSIONE LASCIA UN BUCO NELLA GESTIONE DEGLI ENTI.

Il pasticcio della riscossione coattiva negli enti locali creato con il decreto «Sviluppo» di luglio fatica a risolversi. Nemmeno il correttivo introdotto dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera riesce infatti a chiarire del tutto il quadro, e soprattutto rischia di lasciare un pericoloso «buco» normativo sulle ingiunzioni rafforzate presentate dalle società private di riscossione, e dagli stessi enti locali, tra luglio 2011 e febbraio 2012,
Il problema nasce, come accennato, dagli interventi di luglio, che oltre a sancire l'addio repentino di Equitalia dalla riscossione locale (doveva avvenire a gennaio, è stato spostato all'anno prossimo) aveva drasticamente limitato l'ingiunzione rafforzata, costringendo nei fatti a ritornare alla vecchia (e impraticabile) procedura introdotta nel 1910 dal Regio decreto n. 639.
Il Milleproroghe, con un primo tentativo contenuto nella versione originaria del decreto, ha spostato in avanti solo l'addio di Equitalia, lasciando aperto il buco sulla riscossione coattiva. In Commissione è stato approvato il secondo tentativo di soluzione, ma anche questo pare andare fuori bersaglio: l'emendamento spiega infatti che la nuova normativa «acquista efficacia» dal 2013, e non essendo una norma interpretativa (non dice «si interpreta nel senso», o simili) non ha efficacia retroattiva. Conseguenza: le procedure di riscossione coattiva effettuate da luglio 2011 (data di entrata in vigore della legge di conversione al Dl 70) a quando arriverà in «Gazzetta Ufficiale» la nuova regola sono a rischio illegittimità.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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