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NOVITÀ NORMATIVE

PIU' TEMPO PER LA RIFORMA DEI REVISORI.

E difficile non farsi sfuggire un sorriso guardando la successione di norme che si susseguono nella vicenda della nomina dei revisori degli enti locali.
Si ricorderà che il Dl 138/2011 aveva sparigliato le carte inventandosi il più bizzarro metodo di selezione dei membri dell'organo di revisione che mente umana potesse immaginare. L'articolo 16, comma 25, ha previsto un meccanismo che si fonda su tre cardini tipici della «meritocrazia»: l'anzianità, la residenza ed il caso.
Un approccio che certo voleva affrontare il problema di non far più nominare i controllori dai controllati ma che, per evidente mancanza di coraggio e coerenza, non arrivava alle logiche conseguenze, che avrebbero dovuto portare ad affidare il compito di individuare i revisori a un ente terzo consapevole, come la Corte dei Conti, il ministero dell'Interno o al limite quello dell'Economia, e non a una sorta di gioco del lotto.
La scelta è caduta sulla buona sorte, sul sorteggio, che crea problemi evidenti di equità e rispetto delle regole Uè. Perché un revisore residente in un Comune della provincia di Modena può ambire a fare il suo lavoro a Madrid o Londra e non in un ente locale toscano? Per iscriversi a questo lotteria, inoltre, la norma aveva previsto persino il rilevante requisito «di aver in precedenza avanzato richiesta di svolgere la funzione nell'organo di revisione degli enti locali», qualificando dunque come elemento di merito avere fatto una domanda; creando un ostacolo all'iscrizione ai giovani iscritti all'Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili, che ancora non avessero avuto modo di rispondere a un qualche bando.
In molti speravano che tutto ciò sarebbe rimasto lettera morta, lasciando così inapplicata una disposizione che offende il merito e la libertà svolgere liberamente la propria professione. Invece, nonostante le proteste, ecco che il decreto attuativo arriva alla firma del ministro, e viene così inviato alla «Gazzetta Ufficiale».
Finito il film, come sembra? No, perché, ancora il decreto è fresco di firma del ministro Cancellieri, forse neppure la sua copia è arrivata al protocollo della Poligrafico dello Sfato, ed ecco che il DI Milleproroghe" tra i suoi tanti rinvìi ha deciso di toccare anche il famigerato comma 25, rinviando la sua applicazione al 29 settembre 2012.
Non sappiamo lo spirito che ha mosso chi ha proposto l'emendamento. Comunque, quale che sia stata la motivazione politica che ha ispirato questa scelta, il rinvio può rivelarsi opportuno, perché dà il tempo per correggere profondamente la normativa in modo da garantire terzietà' all'organo di revisione ma non a scapito dell'autorevolezza professionale dei suoi membri.
Sarebbe importante, soprattutto, approfittare di questa «pausa» per riflettere seriamente sull'efficacia dei controlli nel loro complesso. E l'occasione, se il Parlamento riterrà di riprendere il suo lavoro in proposito, potrebbe e dovrebbe essere la Carta delle Autonomie, che prevede al suo interno proprio una rimodulazione del sistema dei controlli che ormai richiede di essere ripensato e reso più adeguato ai tempi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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