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NOVITÀ NORMATIVE

SENZA GARA IN-HOUSE VIETATO ALLE SOCIETA' MISTE.

Gli affidamenti in house di servizi pubblici locali a società miste in cui il socio privato sia stato scelto senza gara sono illegittime, anche se l'articolo 23-bis del Dl 112/2008 che ha introdotto la riforma dei servizi pubblici locali è stato abolito con i referendum di giugno. Lo chiarisce il ministero dell'Ambiente nella risposta a un quesito avanzato da un ente locale su una situazione che torna ancora in modalità analoghe in parecchi casi sparsi qua e là per l'Italia.
Il «niet» pronunciato dal ministero dell'Ambiente, che di fatto condanna all'illegittimità tutti gli affidamenti in house a società miste formate senza gara, nasce da ragioni di calendario. La riforma dei servizi pubblici, rilanciata dal «decreto-Ronchi» del 2009 prima di essere cancellata dai referendum, prevedeva una serie di date di chiusura per le diverse tipologie di affidamento.
Nel caso delle società miste, i casi previsti dalla regola erano tre. L'affidamento a mista con socio scelto con gara a doppio oggetto (la procedura con cui si individua contestualmente il socio e i compiti operativi connessi alla gestione del servizio da attribuirgli) poteva arrivare tranquillamente alla scadenza del contratto.
Nei casi in cui il socio fosse stato scelto con gara semplice (quella che individua l'azienda privata partner ma non i compiti operativi da affidarle), la data di chiusura era fissata al 31 dicembre 2011, mentre nelle altre tipologie di partnership lo stop sarebbe dovuto intervenire entro il 31 dicembre 2010.
Proprio quest'ultima è la data chiave su cui poggia il ragionamento ministeriale.
Il referendum che ha travolto con l'ondata di «sì» la liberalizzazione dei servizi pubblici (prima dell'articolo 4 della manovra estiva che l'ha rimessa in campo) è intervenuto nel giugno del 2011, per cui la tagliola agli affidamenti a società miste con partner individuato senza gara è rimasta in vigore per sei mesi.
Ergo: nessun affidamento di questo tipo può continuare oggi a dispiegare i propri effetti, perché la sua "esistenza in vita" avverrebbe grazie alla violazione di una legge abrogata solo in un secondo momento.
Sulla base degli stessi presupposti, naturalmente, l'abrogazione obbligatoria non è intervenuta per gli affidamenti con data di scadenza successiva al giugno del 2011, a partire da quelli a società mista scelta con gara semplice che sarebbero dovuti tramontare a dicembre.
Per gli affidamenti in house ancora legittimamente funzionanti, il calendario di uscita è quello corretto da ultimo dal decreto sulle liberalizzazioni. In particolare, possono stare in piedi fino a fine anno gli affidamenti diretti di servizi che valgono più di 200mila euro all'anno, la nuova soglia individuata dal provvedimento come limite massimo per aggirare la gara. Una regola, quest'ultima, che di fatto si traduce in una proroga degli affidamenti diretti superiore al vecchio limite di 900mila euro, che secondo la manovra bis di Ferragosto avrebbero dovuto alzare bandiera bianca entro il prossimo 31 marzo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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