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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SULLA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE NEI COMUNI.

Da avamposti contro l'evasione fiscale a presidi di legalità a tutto campo. I comuni non avranno limiti nell'individuare e segnalare (esclusivamente per via telematica) non solo all'Agenzia delle entrate, ma anche alla Guardia di finanza, all'Agenzia del territorio e all'Inps informazioni qualificate potenzialmente indicative di evasione tributaria e contributiva. Gli ambiti di attività su cui i sindaci potranno accendere i riflettori spaziano dal commercio alle professioni, dall'urbanistica, agli immobili, dalle finte residenze fiscali all'estero ai beni indicativi di capacità contributiva.
E il paniere di irregolarità segnalabili si amplia di molto. Si va dallo svolgimento di attività senza partita Iva, all'affissione di pubblicità abusiva, dal controllo sulle finte Onlus, alle operazioni di abusivismo edilizio, dagli immobili non dichiarati al Fisco ai contratti di affitto non registrati. Passando per l'omessa dichiarazione della tassa rifiuti, la mancata o infedele dichiarazione della rendita catastale e tutte le segnalazioni relative «a soggetti per i quali, di fatto e di diritto, siano riconducibili beni indicativi di capacità contributiva» (si veda l'elenco completo nella tabella in pagina).
Le novità sono contenute nel provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, che ieri ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Unificata.
Un nuovo patto Fisco-autonomie in funzione antievasione che chiarisce le modalità tecniche con cui gli enti locali potranno accedere alle banche dati delle Entrate, trasmettere le segnalazioni e soprattutto incassare i frutti di tale collaborazione. Ossia il 100% di quanto l'Erario riscuoterà grazie alla collaborazione dei comuni (la quota di pertinenza dei sindaci fissata al 33% dal dl 78/2010 è via via salita prima al 50% ad opera del decreto legislativo sul fisco comunale attuativo del federalismo e poi al 100% grazie alla manovra di Ferragosto).
Per rivitalizzare un ruolo di alleati del Fisco che però stenta a fare breccia tra i sindaci, scenderà in campo anche l'Anci. Che potrà costituire strutture di servizio intermedie per supportare soprattutto i piccoli comuni, spesso privi di mezzi finanziari e risorse umane per vestire i panni di 007 fiscali.
Il provvedimento di Befera non lascia scuse ai sindaci, affermando con chiarezza che la compartecipazione dei comuni nella lotta all'evasione va svolta «nell'ordinario contesto operativo di svolgimento delle proprie attività istituzionali». Come dire, ogni momento è buono per stanare i furbetti del Fisco.
Gli enti dovranno trasmettere (come detto, esclusivamente per via telematica attraverso appositi applicativi che saranno messi a disposizione dei sindaci) segnalazioni qualificate, ossia «le posizioni soggettive in relazione alle quali sono rilevati e segnalati atti, fatti e negozi che evidenziano, senza ulteriori elaborazioni logiche, comportamenti evasivi ed elusivi». Le segnalazioni dovranno contenere nome, cognome, codice fiscale o partita Iva dei soggetti sospettati di evasione o elusione.
Destinatari delle comunicazioni saranno di volta l'Agenzia delle entrate, l'Agenzia del territorio, la Guardia di finanza o l'Inps a seconda che si tratti di accertamento di tributi statali, irregolarità immobiliari (per esempio fabbricati non dichiarati in catasto) o mancato versamento di contributi previdenziali e assistenziali.
Per le segnalazioni all'Agenzia del territorio i primi cittadini dovranno avvalersi del «Portale dei comuni» e indicare gli identificativi catastali degli immobili interessati.
Il provvedimento di Via Cristoforo Colombo dedica molta attenzione al contrasto al lavoro sommerso, nei cantieri edili, ma anche nel settore del commercio per strada e nell'artigianato. Spetterà ai comuni scovare le imprese che non versano i contributi o gli ambulanti che omettono la comunicazione unica ai fini fiscali, amministrativi e previdenziali, inviando le segnalazioni qualificate all'Inps.
Agenzia delle entrate, Territorio e Inps forniranno ai comuni, sempre per via telematica, l'aggiornamento sullo stato di ciascun atto collegato alle segnalazioni ricevute e report periodici sugli atti di accertamento. Le modalità di accesso da parte dei comuni alle banche dati di Entrate e Inps, così come la trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti saranno definite mediante apposite convenzioni che i sindaci stipuleranno in futuro.
Per i periodi di imposta per i quali i termini di accertamento decadono il 31 dicembre dell'anno in cui si effettua la segnalazione, la trasmissione telematica dovrà essere effettuata entro il 30 giugno. I dati raccolti, assicura Befera, saranno trattati nel rispetto della legge sulla privacy (dlgs n. 196/2003) e potranno accedervi solo gli operatori delle agenzie fiscali, delle Fiamme gialle e dell'Istituto nazionale di previdenza.
FONTE: ITALIA OGGI

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