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NOVITÀ NORMATIVE

STIPENDIO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

La telenovela sul rapporto fra maggiorazione della retribuzione di posizione e il cosiddetto «galleggiamento» dei segretari comunali e provinciali si arricchisce di una nuova puntata.
Il Tribunale di Pistoia, su ricorso del segretario della locale amministrazione provinciale, afferma che i due istituti non si influenzano fra di loro, e che quindi nella determinazione del galleggiamento non si deve tener conto della presenza della maggiorazione.
Come si ricorderà, il tormentone ha preso piede dall'applicazione dell'articolo 41, commi 4 e 5, dell'articolo 41 del Contratto nazionale del 16 maggio 2001: il comma 4 prevede che il segretario ha diritto a una maggiorazione della retribuzione di posizione in quanto allo stesso vengono attribuiti attività gestionale, incarichi aggiuntivi ovvero progetti speciali, secondo l'accordo decentrato del 22 dicembre 2003; il comma successivo stabilisce il «galleggiamento» affermando che la retribuzione di posizione del segretario, nell'ambito delle risorse disponibili e nel rispetto della capacità di spesa, non può essere inferiore alla medesima voce stipendiale in godimento ai dirigenti o ai titolari di posizione organizzativa presenti nell'ente, nel suo importo più elevato.
Aran, Ragioneria generale dello Stato e Funzione Pubblica sono concordi nell'affermare che, per determinare il «galleggiamento», si deve confrontare la sommatoria fra retribuzione di posizione e relativa maggiorazione con la retribuzione di posizione dirigenziale o del titolare di posizione organizzativa più elevata. Il Tribunale di Pistoia, invece, afferma che i due istituti devono rimanere distinti e il galleggiamento si quantifica prendendo come riferimento la sola retribuzione di posizione del segretario, prescindendo dalla maggiorazione.
Osserva il Tribunale che la tesi contraria comporterebbe «una discriminazione peggiorativa in danno» ai segretari ai quali vengano attribuiti, come detto, ulteriori funzioni o compiti, compensati con la maggiorazione della retribuzione di posizione, in conflitto con il principio di «corrispettività della remunerazione delle prestazioni». Il giudice rileva anche che la tesi contraria comporterebbe anche un danno a livello previdenziale, in quanto la maggiorazione rientra nella quota A della pensione, mentre il galleggiamento rientra nella quota B.
Alla luce della pronuncia, come si devono comportare adesso gli enti? La sentenza riguarda ovviamente la Provincia di Pistoia, ed è peraltro probabile che venga proposto appello visto che Ragioneria generale, Funzione pubblica e Aran si erano già pronunciate sulla controversia in un senso contrario rispetto a quello indicato dal tribunale toscano. Per le altre amministrazioni, invece, vige tuttora il divieto «di adottare provvedimenti per l'estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, in materia di personale delle amministrazioni pubbliche», come stabilito dall'articolo 41, comma 6, del Dl 207/2008, convertito nella legge 13/2009. Ne consegue che comuni e province devono continuare a seguire le indicazioni a suo tempo fornite dalle autorità centrali; al segretario che non concorda con questa posizione non resta che rivolgersi a un tribunale, sulle orme del collega della Provincia di Pistoia.
FONTE. IL SOLE 24 ORE

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