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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: SCONTI PER I BENI STORICI E ALTRE AGEVOLAZIONI.

Il cantiere per semplificare il Fisco, non dare tregua agli evasori e ritoccare l'Imu dopo l'accelerata di dicembre dovrà fare i conti con il "generale inverno". Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di ieri del DI semplificazioni, l'obiettivo del Governo resta quello di portare all'esame del Consiglio dei ministri di martedì il nuovo provvedimento d'urgenza sul Fisco.
Ma anche all'Economia, oggi e domani, si deve fronteggiare il maltempo e soprattutto l'ordinanza del sindaco di Roma che chiude gli uffici pubblici per il rischio neve. In questo caso il varo del DI potrebbe slittare di una settimana. La decisione finale spetterà al premier Mario Monti che, una volta rientrato nel fine settimana dagli Stati Uniti, potrà mettere gli occhi sulle misure ipotizzate a via Venti Settembre.
Sulla decisione finale peserà, in qualche modo, anche la proroga del termine del 16 febbraio prossimo per il versamento della patrimoniale sulle attività finanziarie scudate introdotta dalla manovra di Natale. Una settimana in più di tempo potrebbe poi consentire ai tecnici di definire sia le misure d'urgenza sia i principi che dovranno riscrivere la delega sulla riforma fiscale. A partire da quella del catasto; si cerca soltanto lo strumento legislativo appropriato, che potrebbe essere un nuovo disegno di legge o un correttivo alla "vecchia" delega oggi all'esame della commissione Finanze della Camera.
Nella cornice della nuova delega fiscale potrebbero trovare posto anche i temi più "pesanti" legati alla fiscalità locale, mentre i primi ritocchi urgenti dell'Imu troverebbero posto nel decreto legge.
Il primo tema all'ordine del giorno sono le esenzioni e gli sconti "saltati" nel passaggio dall'Ici all'Imu. Oltre agli immobili «non istituzionali» degli enti pubblici, che costringerebbero i Comuni a versale allo Stato la quota erariale dell'Imu sui propri immobili, la nuova imposta non ha rinnovato le agevolazioni per gli immobili di interesse storico artistico che, soggetti all'aliquota base, vedrebbero impennare il prelievo a loro carico.
Problematica anche la disciplina sugli immobili di edilizia popolare, perché anche gli sconti obbligatori sono integralmente a carico dei Comuni, dal momento che non intaccano la quota erariale calcolata anche in questo caso al lordo. Tra le agevolazioni che non sono sopravvissute al cambio d'imposta, poi, va ricordato l'abbattimento al 50% peri fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e la possibilità, diffusa in molti Comuni, di tagliare l'aliquota per chi installa impianti di energia rinnovabile.
Uno dei nodi più complessi, però, riguarda le seconde abitazioni, perché il passaggio all'Imu salva dai rincari chi tiene case vuote (e nel nuovo regime non paga più l'Irpef sui redditi fondiari) mentre colpisce chi affitta, soprattutto nel caso dei canoni concordati.
Per quanto riguarda le semplificazioni degli adempimenti sul tappeto restano le modifiche allo spesometro con una ridefinizione della soglia per le comunicazioni delle compravendite, così come la possibile eliminazione di comunicazioni che potrebbero trovare posto direttamente nelle dichiarazioni dei redditi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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