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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA' 2012 LEGATO AL REBUS VIRTUOSITA'.

Il rebus della «virtuosità», che secondo le manovre estive 2011 dovrebbe escludere dal Patto di stabilità i Comuni e le Province con i conti più in ordine, complica le regole per i bilanci preventivi degli enti locali. Nell'attesa di un decreto dell'Economia che dovrebbe decidere chi premiare, nemmeno la circolare annuale della Ragioneria generale (5/2012) diffusa ieri riesce a sciogliere il nodo, e introduce una procedura in due fasi: nella prima, tutti gli enti locali trovano i propri obiettivi applicando alla spesa media corrente del 2006/2008 i parametri previsti per i «non virtuosi», nella seconda quelli che otterranno le pagelle ministeriali più brillanti potranno calcolarsi gli sconti.
Dalla circolare, però, arriva un chiarimento importante, e non è una buona notizia per chi aspira a entrare nella «prima classe» della virtuosità. La manovra di luglio prometteva ai Comuni e alle Province «migliori» l'esclusione tout court dal Patto, in cambio del solo obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio secondo i soliti criteri della competenza di parte corrente e cassa di conto capitale.
Dal momento che gli sconti ai «virtuosi» sono pagati da tutti gli altri enti in termini di maggiori vincoli, la legge di stabilità ha introdotto una clausola di salvaguardia che impedisce al conto presentato ai «non virtuosi» di superare un certo limite. In tutto, per gli sconti sono disponibili circa 170 milioni (130 per i Comuni), e di conseguenza la legge di stabilità aveva ipotizzato, come alternativa all'esclusione dal Patto, «un valore compatibile con gli spazi finanziari» disponibili.
La circolare della Ragioneria traduce in italiano questa ipotesi, e spiega che agli enti «virtuosi» potranno essere assegnati obiettivi più leggeri rispetto a quelli imposti agli altri, senza però farli uscire dai meccanismi del Patto. In pratica, siccome i fondi disponibili non superano il 2% del valore del Patto 2012, l'Economia si trova di fronte a un bivio: tradurre la meritocrazia in sconti consistenti per pochissimi enti, oppure spalmarla in mini-sconti più diffusi.
Il bilancio pluriennale di quest'anno, inoltre, rappresenta l'esordio concreto dei Comuni tra 1.001 e 5mila abitanti nel Patto. Al riguardo, la Ragioneria sottolinea che già da ora i piccoli enti dovranno tenerne conto, anche in funzione dell'obbligo di rispettare i vincoli già a preventivo e dei limiti ai mandati di pagamento che non possono essere firmati dal funzionario se sforano gli spazi finanziari concessi dal Patto.
Le istruzioni di Via XX Settembre forniscono poi istruzioni importanti anche sul calcolo delle sanzioni; in particolare si sottolinea che nello stop al debito rientrano anche le operazioni di leasing finanziario che sfociano nel riscatto del bene al termine del contratto. Per chi non ha rispettato il Patto nel 2009, poi, un nuovo sforamento nel 2012 porterà un doppio taglio all'indennità dei politici locali: a quella del 30% introdotta nel 2010, infatti, si aggiungerà un'altra sforbiciata del 30 per cento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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