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NOVITÀ NORMATIVE

ULTIME NOVITA SULL'IMU.

Neanche il tempo di cominciare a marciare e per l'Imu è già l'ora del primo tagliando. La bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana dovrebbe modificare in più punti l'imposta federalista che da gennaio ha sostituito l'Ici. Tra le modifiche in arrivo ci sarebbero la precisazione che ogni nucleo familiare avrà diritto a una sola detrazione e l'accoglimento di alcune revisioni caldeggiate dall'Anci, a cominciare dall'esenzione per gli immobili comunali. Senza però dimenticare la cancellazione dell'esonero sui beni della Chiesa e del no profit.
Come anticipato nelle scorse settimane su questo giornale, per implementare il fisco municipale l'Esecutivo preferisce usare un Dl anziché i decreti legislativi correttivi previsti dalla legge delega sul federalismo (la 42 del 2009).
La prima novità interesserà le famiglie. Intervenendo sull'articolo 13 della manovra di Natale – che ha anticipato dal 2014 al 2012 l'arrivo del nuovo tributo sugli immobili e ne ha esteso l'ambito alla prima casa - le norme messe a punto dal Governo precisano che, per abitazione principale, deve intendersi quella in cui non solo il proprietario ma anche il suo nucleo «dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».
Con il post scriptum che le agevolazioni applicabili - a cominciare quindi da quella di 200 euro più 50 per ogni figlio residente di età inferiore ai 26 anni sull'Imu prima casa - si applicano «per un solo immobile» anche se i singoli familiari hanno la dimora o la residenza in un altro stabile dello stesso Comune.
Più tarate sulle richieste dei sindaci appaiono gli altri cambiamenti. In primis la previsione che i municipi non dovranno versare l'imposta sugli immobili di cui hanno la proprietà o un altro diritto reale. Esenzione che riguarderà tutti gli stabili posseduti dall'amministrazione comunale per fini istituzionali, seppure ubicati nel territorio di un altro municipio.
Al tempo stesso si pensa di intervenire sulla ripartizione a metà del gettito tra Stato e Comuni che è stata prevista dal decreto «salva-Italia» di dicembre e non è mai piaciuta ai primi cittadini. La suddivisione fifty fifty degli introiti assicurati dal l'applicazione (dalla seconda casa in su) dell'aliquota dello 0,76% rimane. Ma non riguarderà l'imposta ad aliquota dimezzata versata dai proprietari che siano anche soci delle cooperative edilizie né gli alloggi assegnati dagli ex Istituti autonomi case popolari (Iacp).
Sempre in materia di sindaci cambiano gli adempimenti per comunicare le manovre sulle aliquote o sull'importo del bonus figli. Dal 2013 le relative deliberazioni dovranno essere inviate esclusivamente per via telematica al sito internet del dipartimento Finanze dove saranno poi pubblicate. L'invio dovrà avvenire entro il 23 aprile e la pubblicazione entro il 30 dello stesso mese se i primi cittadini vorranno renderle applicabili retroattivamente da gennaio. Fermo restando che l'obbligo di utilizzare il web varrà per tutti gli interventi su tributi e tariffe comunali.
Per quest'anno invece ciò che è stato è stato. La bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali conferma l'anticipazione pubblicata su questo giornale a proposito dei versamenti per il 2012. Ai fini dell'acconto di
giugno i contribuenti dovranno calcolare il quantum da versare sulla base dell'aliquota di partenza dello 0,4% (0,76% dalla seconda abitazione in poi), senza tenere conto delle eventuali variazioni in su o in giù decise dai sindaci. E lo stesso varrà anche per la detrazione da 200 euro.
Completano il set di modifiche il dimezzamento della base imponibile per «i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni». Purché l'inabitabilità sia accertata da un tecnico comunale o dall'autocertificazione del proprietario.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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