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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: L'ACCONTO SI PAGA SULLE ALIQUOTE BASE, CONGUAGLIO A SALDO.

I contribuenti potranno calcolare l'acconto Imu facendo riferimento alle aliquote di base e detrazioni previste dalla nuova disciplina del tributo. In sede di pagamento del saldo dovranno operare il conguaglio con quanto dovuto per l'intero anno in base alle aliquote e detrazioni deliberate dai comuni. Naturalmente, è possibile che gli interessati provvedano al versamento dell'imposta complessivamente dovuta in un'unica soluzione. A partire dal 2013, invece, per determinare l'acconto si potrà fare riferimento alle aliquote e detrazioni deliberate nell'anno precedente.
Lo prevede il dl fiscale per consentire ai contribuenti di effettuare i versamenti in acconto anche nel caso in cui non vengano a conoscenza delle scelte fatte dall'ente.
Per il 2012, infatti, il termine per l'approvazione del bilancio di previsione e di aliquote e tariffe è stato prorogato al 30 giugno. Dunque, le deliberazioni potrebbero essere adottate dopo il termine fissato per l'acconto. Per l'anno in corso l'acconto Imu potrà essere pagato entro il 18 giugno, considerato che il 16 giugno cade di sabato, calcolando il 50% dell'imposta con applicazione delle aliquote di base e detrazioni previste dall'articolo 13 del dl Monti (201/2011), che ha anticipato a partire da quest'anno l'applicazione dell'Imu in via sperimentale. Il conguaglio del tributo dovuto per l'intero anno dovrà essere effettuato con la seconda rata a saldo e va versato entro il 17 dicembre, in quanto il 16 è domenica.
Naturalmente, è possibile che gli interessati provvedano al versamento dell'imposta complessivamente dovuta in un'unica soluzione entro la data di scadenza dell'acconto, qualora siano a conoscenza delle determinazioni dell'ente.
Bisogna ricordare che per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale, e relative pertinenze, è stata fissata un'aliquota base ridotta del 4 per mille, che i comuni possono aumentare o diminuire di 2 punti percentuali, e una detrazione di 200 euro, maggiorata di 50 euro per ogni figlio che risiede anagraficamente e dimori abitualmente nell'immobile, fino a un massimo di 400 euro, al netto della detrazione ordinaria.
Per i fabbricati rurali strumentali, dal 2012 soggetti a imposizione, l'aliquota è del 2 per mille, che può essere ridotta all'1 per mille. Mentre l'aliquota di base per tutti gli altri immobili, a partire dalle seconde case, è fissata nella misura del 7,6 per mille, che gli enti locali possono aumentare o diminuire di 3 punti percentuali.
L'unica modalità per effettuare il versamento dell'imposta è l'F24. L'articolo 13, comma 11 del dl 201 prevede la riserva per lo stato della quota di imposta pari alla metà dell'importo calcolato applicando l'aliquota del 7,6 per mille alla base imponibile di tutti gli immobili. Sono esclusi dal calcolo quelli destinati ad abitazione principale. Non rientra nella quota statale neppure il gettito che deriva dai fabbricati rurali a uso strumentale.
La norma stabilisce che la somma di competenza dello stato deve essere versata contestualmente all'imposta municipale. In deroga a quanto disposto dall'articolo 52 del decreto legislativo 446/1997, che attribuisce ai comuni il potere di decidere le modalità di riscossione, spontanea e coattiva, delle proprie entrate.
Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate dovranno essere indicate le modalità per effettuare i versamenti. Una cosa che sembra certa è che il contribuente potrà versare l'imposta contestualmente con un unico modello, mentre non è ancora del tutto chiaro se dovrà differenziare, con 2 codici tributo, la quota destinata ai comuni e allo stato. Questa è oggi la tesi prevalente. Anche l'Ifel ha sostenuto che prevedibilmente spetterà al contribuente determinare e versare le due quote. E non sarà un compito facile, specialmente se i comuni delibereranno aliquote differenziate, in aumento o diminuzione rispetto all'aliquota base, a seconda della tipologia di immobili.
FONTE: ITALIA OGGI

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