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NOVITÀ NORMATIVE

PARTE LA TERZA FASE DELLE RILEVAZIONI DEI FABBISOGNI STANDARD.

Scatta la terza fase dell'operazione «fabbisogni standard» degli enti locali. Da oggi, infatti, sono disponibili sul portale internet dedicato (https://opendata.sose.it/fabbisognistandard) tre nuovi questionari, uno per i comuni e due per le province, progettati da Sose con la collaborazione di Ifel e Upi.
Per i comuni e le unioni di comuni, il focus è esclusivamente sulla spesa relativa alle funzioni di istruzione pubblica. Si tratta di un aggregato che, nell'anno di riferimento (2010), valeva oltre 5 miliardi di euro all'anno, circa il 10% dell'intera spesa corrente comunale. La novità più significativa è rappresentata dall'attenzione verso le forme associative: per ogni tipologia di servizio – scuola dell'infanzia, altri ordini di scuola (primaria, ovvero secondaria di primo e secondo grado), trasporto, refezione, assistenza e trasporto dei disabili, altri servizi (educatori, amministrativi, di supporto) – occorrerà specificare se la gestione avviene mediante unione, comunità montana, consorzio o convezione, indicando, altresì, i dati relativi alla forma associativa di appartenenza (nome dell'unione o della comunità montana, codice fiscale del consorzio, comune capofila della convenzione). Come nelle precedenti rilevazioni, particolare attenzione è rivolta alla quantificazione ed alle modalità di impiego del personale, oltre che alla descrizione delle dotazioni strumentali (edifici scolastici, scuola-bus, locali attrezzati, plessi).
Per le province, oltre all'istruzione, finiscono sotto esame anche le funzioni riguardanti la gestione del territorio: sul primo versante, la rilevazione punta soprattutto ad acquisire le informazioni utili alla determinazione dei fabbisogni standard relativi all'istruzione secondaria ed alla formazione professionale, mentre sul secondo saranno monitorati i servizi di viabilità, urbanistica e programmazione territoriale.
La maggior parte delle informazioni potrà essere ricavata dalla contabilità degli enti, ma in alcuni casi sarà necessario un lavoro certosino: ai comuni, ad esempio, i questionari richiedono di suddividere la superficie degli edifici a seconda della funzione svolta in ciascuna porzione (attività didattiche e collettive, palestre, mense ecc.) e di indicare il numero di pasti erogati.
Per rispondere gli enti interessati (tutti i comuni e le province appartenenti alle regioni a statuto ordinario, mentre sono esclusi quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano) hanno 60 giorni di tempo; per gli inadempienti, è previsto, sino all'adempimento dell'obbligo, il blocco delle risorse erogate attraverso il fondo sperimentale di riequilibrio.
Entro fine marzo sarà online un nuovo questionario destinato ai comuni, che riguarderà le funzioni nel settore sociale.
FONTE: ITALIA OGGI

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