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NOVITÀ NORMATIVE

DECRETO LEGGE 2/2010 : NOVITA' !

Nessun rinvio per il taglio agli assessori comunali e provinciali, a difensori civici e direttori generali (si salvano però quelli che operano nelle città sopra i 100mila abitanti). Per le province, però, la stretta si alleggerisce e consente di avere un assessore ogni quattro consiglieri; rimangono invece intatti i consigli degli enti locali, che cominceranno a perdere componenti solo a partire dal 2011.
Il Governo, dunque, ci ripensa e con alcuni emendamenti presentati al Dl 2/2010, ora all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio, aggiusta il tiro sulla stretta ai politici locali.
Come aveva annunciato lo stesso ministro per la semplificazione Roberto Calderoli al Sole 24 Ore (lo scorso 7 febbraio), la dieta degli enti locali avverrà in due tappe: prima le giunte, e dall'anno prossimo anche i consigli. Si precisano anche le norme dedicate a difensori civici, direttori generali e circoscrizioni. Per le prime due figure, cancellando i dubbi iniziali che rischiavano di alimentare un forte contenzioso, gli emendamenti precisano che la cancellazione salva i contratti in corso. Come previsto (si veda anche il Sole 24 Ore di ieri), i correttivi presentati dai relatori (Massimo Bitonci, della Lega, e Peppino Calderisi del Pdl), la dieta non coinvolgerà i direttori generali dei comuni con più di 100mila abitanti e le circoscrizioni dei comuni con più di 250mila cittadini.
Salvi anche i municipi di Roma, visto che i comuni con più di 300mila abitanti non perderanno le ulteriori forme di autonomia previste dall'articolo 17 del Dlgs 267/2000. Il riordino dei difensori
civici punta invece sulle province attraverso la figura del «difensore civico territoriale», che vigilerà sulle attività dei comuni della propria zona di competenza. Dall'addio ai consorzi fra enti locali si salvano invece i bacini imbriferi montani (Bim).
Queste modifiche e poche altre hanno superato ieri la scure dell'inammissibilità, perché solo 65 su 250 emendamenti presentati hanno ottenuto il via libera. Bloccati in commissione i tanti correttivi al patto di stabilità, tra cui anche due modifiche sottoscritte dal governo: quella che avrebbe escluso dai vincoli di finanza pubblica la provincia dell'Aquila e il correttivo salva-Brescia, che avrebbe consentito alla città lombarda (e agli altri comuni nelle stesse condizioni) di non comprendere nelle basi di calcolo le entrate da operazioni straordinarie realizzate nel 2007. Dal blocco si salvano solo i correttivi per i fondi ai piccoli comuni che hanno molti anziani o bambini nella popolazione e alcuni interventi mirati per gli enti colpiti dal terremoto abruzzese.
Stop invece alle proposte (tra cui quella di Gian Luca Galletti, Udc) per anticipare il voto comunale a Bologna con una norma dedicata ai consigli comunali e provinciali che si sciolgono per ragioni diverse dalla scadenza del mandato. Su tutte queste partite ora si eserciteranno le commissioni, che consegneranno il testo all'Aula non prima del 26.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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