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NOVITÀ NORMATIVE

DIRETTIVA BRUNETTA PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Tutte le pubbliche amministrazioni dovranno comunicare quanti rapporti di lavoro flessibile utilizzano. Infatti, tranne che per il personale del comparto scuola, la magistratura e i professori universitari, a breve partirà, con una piattaforma telematica messa a disposizione dal dipartimento della funzione pubblica, il monitoraggio delle tipologie di lavoro flessibile nella p.a., così come prevede l'articolo 36 del decreto legislativo n.165/2001, con le modifiche apportate dal recente intervento operato con il decreto legge n.78 del 2009.
È quanto fa sapere il titolare del dicastero di palazzo Vidoni, Renato Brunetta, che ieri ha firmato la direttiva (la n. 2/2010) con la quale si danno i primi indirizzi operativi in merito alle prescrizioni sul monitoraggio del lavoro flessibile. Con una finalità che lo stesso ministro non esita a definire «duplice». Da un lato, l'esigenza di rafforzare la responsabilità della dirigenza con un processo di verifica degli atti gestionali posti in essere. Dall'altro, ritenendo che la conoscenza del fenomeno potrà favorire l'adozione di misure «mirate» sotto l'aspetto normativo, organizzativo e di controllo, ricorrendo, ove necessario, all'ispettorato per la funzione pubblica.
Come si ricorderà, l'art. 36, comma 3, del dlgs n.165/2001 2001, prevede che, al fine di combattere gli abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile (anche quello relativo ai lavoratori socialmente utili), entro il 31 dicembre di ogni anno, le amministrazioni sono tenute a redigere «un analitico rapporto informativo sulle tipologie di lavoro flessibile utilizzate» da trasmettere ai nuclei di valutazione o ai servizi di controllo, nonché alla stessa funzione pubblica che dovrà poi predisporre una relazione annuale al parlamento.
Per il dirigente che si rende responsabile di irregolarità nell'utilizzo del lavoro flessibile, la norma prevede che non potrà essere erogata la retribuzione di risultato.
Per l'invio dei dati occorrerà però attendere il varo di un'apposita piattaforma informatica, che lo stesso dipartimento guidato da Brunetta metterà a breve a disposizione sul proprio sito internet. Il monitoraggio sul lavoro flessibile nella p.a. è definito una svolta epocale, resa però complessa da due ordini di fattori. Da un lato l'ampiezza dei destinatari, cioè le amministrazioni pubbliche ex articolo 1, comma 2 del dlgs n. 165/2001 (quindi anche le autonomie locali e le agenzie fiscali saranno tenute alla redazione del rapporto).
Escludendo però alcune categorie di personale «in ragione della specifica disciplina che caratterizza il loro settore». Pertanto, l'indagine non riguarderà il personale del comparto scuola e il personale in regime di diritto pubblico (professori universitari, magistrati_). L'altro dato che configura una complessità della rilevazione è dato, secondo la direttiva del ministro, dal numero elevato di informazioni che servono a qualificare il fenomeno, sia sotto l'aspetto quantitativo che qualitativo.
Infatti, dovranno cadere sotto la lente del rapporto analitico i contratti (anche quelli di natura dirigenziale ex articolo 110 del Tuel) di lavoro a tempo determinato, i contratti di formazione e lavoro, i tirocini formativi e di orientamento, i contratti di somministrazione di lavoro, i contratti di lavoro autonomo nella forma della collaborazione coordinata e continuativa e gli accordi di utilizzazione di lavoratori socialmente utili.
Dall'indagine, la direttiva fa sapere che sono espressamente escluse le collaborazioni occasionali, il patrocinio e la rappresentanza in giudizio dell'amministrazione, gli incarichi di docenza e, infine, gli appalti, i contratti e gli incarichi conferiti nell'ambito delle materie regolate dal codice degli appalti pubblici per lavori, servizi e forniture.
In attesa di ulteriori istruzioni e della definizione della relativa piattaforma telematica, pertanto, la direttiva di Brunetta già precisa che per ciascuna tipologia rilevata dovranno essere fornite le informazioni «necessarie a cogliere il fenomeno nella sua portata». In pratica, si dovrà comunicare il numero complessivo dei rapporti di lavoro, la procedura di conferimento e la loro durata.
FONTE: ITALIA OGGI

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