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NOVITÀ NORMATIVE

IMU PESANTE PER EDIFICI COMUNALI, EDIFICI STORICI ED EX IACP.

Nel decreto legge sulle semplificazioni fiscali mancano le attese correzioni all'Imu.
Il problema nasce dalla controversa formulazione dell'ultimo comma dell'articolo 9 del D.Lgs. 23/2011. Quest'ultimo, in particolare, ha introdotto una duplice condizione per l'esonero dei beni comunali dall'Imu, lasciando aperti molti dubbi sulla possibilità dei Comuni di alleggerire il proprio carico tributario, a cominciare dagli immobili non adibiti a compiti istituzionali.
Ma il problema riguarda anche i beni degli ex Iacp e dei soggetti a questi succeduti in base alle legislazioni regionali: per questi immobili, attualmente, spetta solo la detrazione di 200 euro, che grava sulla quota comunale, mentre l'aliquota applicabile resta il 7,6 per mille, salvo diversa deliberazione comunale.
E che dire poi delle agevolazioni relative ai fabbricati di interesse storico-artistico e agli immobili inagibili o inabitabili, ai quali si applicano le aliquote ordinarie? Per quest'ultimi, l'unica soluzione sembra quella di proporre una variazione della rendita che tenga conto dell'effettivo stato del bene.
Si attende, dunque, un intervento urgente del legislatore; soprattutto, il legislatore dovrà intervenire su due questioni ancora più urgenti: il termine di presentazione della dichiarazione Imu, assente nel testo di legge e il conteggio del primo versamento da effettuarsi entro il 18 giugno (che dovrà avvenire con le aliquote base e la detrazione di 200 euro, salvo conguaglio nel saldo di dicembre).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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