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NOVITÀ NORMATIVE

AZIENDE SPECIALI CON VINCOLI A META'.

Nella versione licenziata dal Senato, oltre alle novità sugli ambiti territoriali, che potranno avere confini più ristretti di quelli della Provincia, il decreto sulle liberalizzazioni imbarca nuovi limiti agli affidamenti ulteriori per le aziende che gestiscono il gas, e nel trasporto regionale allunga la vita degli affidamenti e contratti di servizio che seguono le regole europee, e che potranno arrivare alla scadenza naturale dei primi sei anni di attività.
La riscrittura dell'articolo 4, poi, fissa la "rivoluzione" per le aziende speciali e le istituzioni degli enti locali, che dall'entrata in vigore della legge di conversione, dovranno fare i conti con i limiti al turn over, il congelamento dei contratti e delle retribuzioni e i tetti a consulenze e partecipazioni, e che dal 1° gennaio 2013 vengono sottoposte al Patto di stabilità.
La norma, che estende a queste realtà il pacchetto di vincoli già previsto per le società affidatarie dirette di servizi pubblici, nasconde però un rebus applicativo e una possibile maxi-deroga ai vincoli sulla spesa di personale degli enti locali. Il primo è legato all'estensione del Patto a realtà con bilanci e struttura diversa da Comuni e Province, per i quali il Patto è nato, e la seconda è legata al fatto che la stretta su aziende speciali e istituzioni non si applica quando queste sono impegnate in servizi socio-assistenziali, educativi o culturali e nelle farmacie.
Sul primo versante, con l'estensione del Patto ad aziende speciali e istituzioni trova una nuova data il regolamento attuativo chiamato ad applicare i vincoli di finanza pubblica alle realtà collegate agli enti locali.
La partita, in realtà, è di difficilissima soluzione, come mostra la tormentata storia della riforma dei servizi pubblici. Un decreto per applicare il patto alle partecipate con affidamenti in house è previsto fin dall'articolo 23-bis del Dl 112/2008, ma il provvedimento attuativo della riforma (Dpr 168/2010) non sciolse i nodi e rimandò a un altro decreto il problema. La prima versione del «Cresci-Italia» ha fatto risorgere la previsione del decreto attuativo, la cui scadenza originaria è ovviamente scaduta da tempo, e nel comma 5-bis inserito all'articolo 114 del Tuel si fissa ora il termine del 30 ottobre (è naturale che il provvedimento per il Patto delle aziende speciali colga l'occasione di fissare le regole per le in house, sempre che si riesca a superare le difficoltà applicative).
Sul personale, gli effetti diretti della norma sono pesanti, perché impongono tra l'altro ai dipendenti di aziende speciali e istituzioni il congelamento della retribuzione e dei rinnovi contrattuali. Altrettanto importanti, però, possono rivelarsi gli effetti indiretti, perché con le deroghe a servizi socio-assistenziali ed educativi si aprono ampi canali alternativi alle assunzioni, sia a tempo indeterminato sia a termine, super-vincolate quando si trovano dentro ai confini del Comune o della Provincia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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