PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

ADDIO ALLE "ATO" ENTRO UN ANNO

Addio, entro un anno, anche alle Autorità d'ambito territoriale (Ato), che oggi governano il servizio idrico e quello dei rifiuti. È questa la new entry nel valzer dei correttivi alle norme sui «costi della politica locale» contenute nell'articolo di apertura del Dl «salva-enti».
Ieri le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato tutti gli emendamenti presentati all'articolo 1 da governo e relatori, che tra l'altro riportano al 2010 il taglio alle giunte di comuni e province (quello ai consigli rimane in calendario per l'anno prossimo) e alleggeriscono la stretta su consigli circoscrizionali e direttori generali (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
Nel pacchetto dei correttivi si è inserito anche l'addio alle autorità d'ambito, previsto da un emendamento firmato da Manuela Dal Lago (Lega), che accoglie una richiesta avanzata da tempo dalle province. Proprio loro, come sottolinea Massimo Bitonci (leghista, relatore del provvedimento insieme a Giuseppe Calderisi, del Pdl), saranno le probabili destinatarie delle competenze che le Ato dovrebbero abbandonare nel corso dei prossimi 12 mesi. In fatto di costi della politica, tema al centro dei balletti parlamentari da tre anni, le novità assolute in realtà latitano, e nemmeno l'addio alle Ato è un inedito; era già comparso nell'autunno 2007, sotto forma di emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato alla finanziaria per l'anno successivo, ma si era poi perso per strada.
Tutti confermati gli altri correttivi proposti dai relatori: il testo approvato in commissione torna ad anticipare al 2010 il taglio alle giunte locali, che seguirà le stesse regole sia nei comuni sia nelle province (un assessore ogni quattro consiglieri). Per evitare calcoli di comodo, un emendamento precisa che nel calcolo dei consiglieri entrano anche il sindaco e il presidente della provincia, come del resto già avviene nel testo unico degli enti locali (articolo 47, decreto legislativo 267/2000). Un'altra conferma delle norme in vigore arriva dall'emendamento sulle circoscrizioni, che riporta a 250mila abitanti il limite minimo di popolazione per consentire ai comuni di istituire i parlamentini; la soglia dei 250mila abitanti era stata introdotta dalla finanziaria 2008 (articolo 2, comma 29 della legge 244/2007), mentre la manovra 2010 aveva deciso di cancellare tutte le circoscrizioni. Salvi anche i municipi di Roma, come tutte le «ulteriori forme di decentramento» nei comuni con più di 300mila abitanti cancellate dalla manovra 2010 e riesumate dagli emendamenti approvati ieri insieme ai direttori generali (solo sopra i 100mila abitanti).
Niente di fatto invece sui rimborsi dell'Iva sulla Tia; gli emendamenti Anci che chiedevano almeno di avviare il confronto con il ministero dell'Economia sono stati giudicati inammissibili con «forte delusione» dell'associazione dei comuni. Non è ancora detta l'ultima parola sul patto di stabilità, su cui insistono una serie di emendamenti proposti all'articolo 4 del provvedimento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2019>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio