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NOVITÀ NORMATIVE

SERVIZI PUBBLICI: DELIBERA QUADRO PER TUTTI I SETTORI ECONOMICI.

Cominciano a delinearsi i criteri che gli enti locali e i soggetti istituzionali individuati come enti di governo degli ambiti territoriali ottimali dovranno seguire nell'istruttoria per l'attribuzione dell'esclusiva nella gestione dei servizi pubblici locali con rilevanza economica; il passo fondamentale è dato dalla bozza del Dm che illustra i parametri e i contenuti della delibera-quadro.
Le amministrazioni locali devono svolgere una verifica preliminare per acquisire tutti gli elementi utili per individuare quanti fra i "loro" servizi pubblici sono di rilevanza economica. Molte attività, infatti, sono facilmente riconducibili all'ambito dell'articolo 4 della legge 148/2011, in quanto le caratteristiche di rilevanza economica sono codificate dalla normativa di settore (come nel caso della gestione dei rifiuti o del trasporto pubblico locale), ma molte altre vanno analizzate caso per caso nel rispetto del principio comunitario.
Si pensi, ad esempio, alla ristorazione scolastica, in cui la tariffa è in media inferiore del 30/40% del costo di produzione e sulla gestione pesa molto l'intervento pubblico. In questo quadro, il servizio può risultare privo di rilevanza economica (come evidenziato dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 6529/2010).
La verifica sulle condizioni per attribuire i diritti di esclusiva deve analizzare il quadro storico e l'attuale modello gestionale del servizio, individuando le attività principali e quelle complementari, con l'indicazione delle eventuali compensazioni economiche ai gestori. Il primo focus deve puntare sull'articolazione operativa del servizio, distinguendo le possibili fasi di gestione separata e rilevando l'eventuale offerta di servizi sostituivi.
Il punto centrale è costituito dall'analisi delle esigenze della comunità, con riferimento alle caratteristiche sociali e demografiche, economiche, ambientali e geomorfologiche dell'ambito territoriale di riferimento.
Questi elementi possono risultare determinanti per la statuizione degli obblighi di servizio pubblico, per la definizione degli standard zonali minimi e per il conseguente orientamento verso una gestione unitaria.
L'istruttoria deve evidenziare anche il valore del servizio (che può risultare decisivo, ad esempio, per l'affidamento in house) e gli investimenti da programmare.
Le risultanze della verifica devono essere quindi sottoposte al confronto con il mercato, con una consultazione per acquisire manifestazioni di interesse degli operatori sulla gestione in concorrenza del servizio.
Questa fase dovrebbe permettere anche di rilevare la sussistenza di situazioni di monopolio naturale o, all'opposto, la possibilità di liberalizzare il servizio o singole sue fasi.
La consultazione con gli operatori permette comunque di riscontrare l'incidenza sulla gestione imprenditoriale degli obblighi di servizio pubblico e universale e degli standard minimi delle prestazioni, oltre che delle caratteristiche della domanda dell'utenza e di tariffe sostenibili per realizzare e mantenere la coesione sociale, al fine della verifica della redditività.
Lo schema di decreto individua anche dei parametri integrativi per il settore dei trasporti pubblici locali e per quello dei rifiuti, richiedendo per questi ultimi la valutazione distinta delle operazioni di spazzamento, raccolta, raccolta differenziata, trasporto, commercializzazione, gestione degli impianti di trattamento, recupero, riciclo e smaltimento di tutti i rifiuti urbani e assimilati, nonché la proiezione gestionale con riferimento alle singole fasi ed alla possibile gestione congiunta.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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