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NOVITÀ NORMATIVE

IL DIRIGENTE NON CONCERTA CON I SINDACATI LE ASSUNZIONI

Concertazione sindacale out per la programmazione triennale delle assunzioni. Il rafforzamento dei poteri datoriali in capo ai dirigenti operato dalla riforma disposta dal dlgs 150/2009 esclude forme di relazioni industriali, nell'ambito delle decisioni in tema di reclutamento del personale.
Con l'avvio dell'anno finanziario, le amministrazioni sono chiamate ad aggiornare la prima annualità del programma delle assunzioni. È estesissima la prassi di avviare con le organizzazioni sindacali la concertazione su quanti dipendenti assumere, con quali forme (concorsi, mobilità, scorrimento graduatorie) e, altrettanto di frequente, addirittura su quali forme flessibili utilizzare, cosa per altro eccedente la materia, considerando che il programma triennale riguarda esclusivamente la copertura della dotazione organica, mentre le assunzioni con contratti flessibili sono per loro natura extra dotazionali.
Si tratta di un'abitudine non conforme al sistema delle competenze in tema di gestione del personale, già da prima dell'entrata in vigore del dlgs 150/2009. Il programma triennale delle assunzioni altro non è se non il sistema per attuare la dotazione organica: il primo, dunque, è in funzione della seconda, tanto che i due strumenti sono intimamente collegati. Non sarebbe, infatti, ammissibile un programma delle assunzioni non rispettoso dei vincoli stabiliti dall'ente con la fissazione della dotazione organica.
Poiché, dunque, determinazione e variazione delle dotazioni organiche, da un lato, e programmazione delle assunzioni, dall'altro, costituiscono un insieme inscindibile, l'unica relazione «industriale» ammissibile è la «consultazione», prevista dall'articolo 6, comma 1, del dlgs 165/2001. Essa è una semplice e informale modalità, con la quale ciascuna amministrazione mette al corrente le organizzazioni sindacali del programma chiedendo un avviso e nulla più. Non è caratterizzata da una tempistica, non occorre alcuna verbalizzazione, meno che mai l'acquisizione di un consenso in merito. Del resto, il programma triennale delle assunzioni altro non è se non una misura organizzativa, per altro costituente parte integrante del bilancio di previsione, almeno sul piano contabile.
Nel comparto regioni ed enti locali l'avvio della concertazione viene giustificato con riferimento all'articolo 8, comma 2, lett. d), del Ccnl 1/4/1999, che prevede tale relazione in tema di «andamento dei processi occupazionali». Appare evidente, tuttavia, che l'andamento non coincide con le scelte su se, quanto e quale personale assumere, potere esclusivamente datoriale. L'andamento dei processi occupazionali è, semmai, l'analisi dinamica dei reclutamenti in rapporto alle cessazioni, nonché degli strumenti contrattuali utilizzati per acquisire personale.
La riforma Brunetta, in ogni caso, elimina qualsiasi residuo dubbio. L'articolo 35 del dlgs 150/2009, infatti, ha aggiunto all'articolo 6 del dlgs 165/2001 il nuovo comma 4-bis, ai sensi del quale «il documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale ed i suoi aggiornamenti di cui al comma 4 sono elaborati su proposta dei competenti dirigenti che individuano i profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali delle strutture cui sono preposti».
La disposizione ha due effetti molto chiari. Il primo, consiste nell'ascrivere in via esclusiva al dirigente, quale datore di lavoro, la proposizione del programma delle assunzioni, corredato anche della determinazione dei profili professionali. L'esclusività della competenza in capo ai dirigenti discende dall'articolo 5, comma 2, del dlgs 165/2001, laddove stabilisce che «le determinazioni per l'organizzazione degli uffici sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione»: quale misura organizzativa, la programmazione delle assunzioni spetta solo e soltanto ai dirigenti-datori. Nessuna relazione sindacale, dunque, è ammissibile (salvo, eventualmente, in futuro l'informazione).
D'altra parte, sono solo i datori a poter determinare quantità e qualità dei dipendenti necessari al corretto e funzionale svolgimento delle attività degli uffici. Da qui, il secondo effetto della norma: imporre alle amministrazioni di programmare le assunzioni non attraverso decisioni centralizzate, assunte dall'organo di governo e, nel caso degli enti locali, magari col solo coinvolgimento del segretario o direttore generale. Vi è un evidente decentramento delle competenze datoriali. Ciascun dirigente propone le assunzioni: poi, come prevede l'articolo 6 del dlgs 165/2001, l'organo di governo approva, anche tenendo presente i limiti finanziari.
FONTE: ITALIA OGGI

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