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NOVITÀ NORMATIVE

TAVOLO GOVERNO-ANCI SU BILANCI, IMU E PERSONALE.

Un patto di stabilità solidale per sbloccare i pagamenti alle imprese e rilanciare gli investimenti. I sindaci sono chiamati a darsi reciprocamente una mano scambiando le rispettive quote di Patto per uscire dall'impasse. E così gli enti che nel 2012 non prevedono di spendere potranno liberare un po' di margine contabile a quelli che invece hanno la necessità di ridurre il proprio contributo per la parte in conto capitale.
Per finanziare nuovi investimenti i municipi potranno anche cedere immobili e partecipazioni in società senza che queste «entrate straordinarie» facciano saltare i conti del Patto. Mentre sul fronte dei ritardati pagamenti alle imprese, l'orizzonte su cui gli enti dovranno muoversi è quello disegnato dall'art. 35 del decreto liberalizzazioni (su cui oggi la camera sarà chiamata a votare la fiducia) che stanzia 5,7 miliardi in totale di cui due pagabili con titoli di stato.
Sono queste alcune delle soluzioni individuate nel tavolo governo-Anci tenutosi ieri a palazzo Chigi. Da una parte i ministri Anna Maria Cancellieri e Filippo Patroni Griffi (accompagnati dai sottosegretari Saverio Ruperto e Vieri Ceriani) e dall'altra i vertici dell'associazione dei comuni: il presidente e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il segretario generale Angelo Rughetti.
Sul tavolo, oltre alla prioritaria questione dei ritardati pagamenti alle imprese, anche altri due nodi caldi per i comuni: l'Imu e i paletti alle spesa per il personale. Il reale gettito dell'imposta municipale sulla casa non lascia tranquilli i sindaci che, a fronte di entrate ancora incerte, devono fare i conti con un taglio al fondo di riequilibrio di 1,5 miliardi di euro (da 8,3 dell'anno scorso a 6,8 di quest'anno).
Per questo l'Anci chiede che i sindaci abbiano la possibilità di verificare le stime Imu elaborate dal Mef «per dare certezza ai bilanci e compensare il taglio al fondo di riequilibrio». Oltre alle incognite sul gettito Imu (che a regime dovrebbe andare interamente ai comuni) ci sono quelle sugli immobili soggetti a imposta: l'esenzione del patrimonio immobiliare comunale, non utilizzato a fini istituzionali, non è così scontata e l'Anci vorrebbe fosse chiarita una volta per tutte. Il capitolo Imu, tuttavia, si presenta al momento come quello più difficile anche se l'Anci non molla e rilancia chiedendo di esonerare le case popolari.
Su personale e autonomia organizzativa, invece, il governo è sembrato molto più collaborativo anche se le soluzioni individuate dall'esecutivo dovranno essere ancora verificate in sede tecnica. «Abbiamo fatto importanti passi in avanti, non c'è ancora un accordo complessivo ma registriamo la buona volontà del governo», ha commentato Delrio. Tre le richieste dei sindaci:
- la percentuale di spesa del personale sulla spesa corrente deve essere riferita solo al comune e non va cumulata con le aziende in house;
- per alcuni settori specifici (sociale, scuola, sicurezza) deve esserci maggiore flessibilità per il turnover e per l'assunzione dei dirigenti a contratto;
- è necessario prevedere un piano di ristrutturazione del comune che consenta di assumere nuovi giovani attraverso incentivi all'esodo (scivoli).
Raggiunto l'accordo politico ora la parola passa ai tecnici che dovranno valutare la fattibilità concreta delle «aperture» del governo. Il tavolo politico tornerà a riunirsi il 29 marzo.
FONTE: ITALIA OGGI

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