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NOVITÀ NORMATIVE

APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL NUOVO CODICE DELLA P.A. DIGITALE

Bandi di concorso, moduli, formulari, pagamenti. La pubblica amministrazione metterà tutto on-line e le code agli sportelli dovrebbero (si spera) diventare presto un ricordo. Con la posta elettronica certificata poi anche la vecchia raccomandata andrà in soffitta. Perché tutte le notifiche effettuate con la Pec avranno lo stesso valore di quelle tramite posta ordinaria. Gli uffici pubblici non potranno più sobissare i cittadini con ripetute richieste di dati. Una volta acquisiti dalla p.a. sarà onere delle singole amministrazioni andarle a reperire presso l'ente che le detiene, anche stipulando apposite convenzioni per garantirne l'accessibilità.
Ad avviare la fase 2 della modernizzazione della p.a. è il nuovo codice dell'amministrazione digitale approvato ieri dal consiglio dei ministri. Il testo manda in pensione il vecchio Codice del 2005 (dlgs n. 82) adeguandolo alla riforma Brunetta e alla legge sulla semplificazione (n. 69/2009). E fissa una tabella di marcia precisa per l'entrata a regime delle novità. Entro tre mesi dall'entrata in vigore definitiva del provvedimento, le p.a. saranno obbligate a utilizzare la Pec per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo.
Entro 4 mesi ciascuna amministrazione dovrà individuare al proprio interno un unico ufficio responsabile di tutta l'attività di Ict. Entro sei mesi le p.a. centrali dovranno pubblicare i bandi di concorso sui propri siti istituzionali. Entro un anno, promette il ministro Brunetta, inizierà il vero e proprio processo di dematerializzazione dei documenti pubblici. Le copie in formato digitale avranno lo stesso valore di quelle cartacee e le p.a. non potranno richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati agli uffici pubblici i quali si faranno carico di assicurare l'accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti. Infine, entro 15 mesi dovranno essere predisposti i piani di disaster recovery. L'obiettivo è assicurare la continuità nella fornitura dei servizi e nella conservazione dei dati anche in situazioni di emergenza originate per esempio da eventi disastrosi e calamità naturali.
Gli obiettivi che Brunetta (doppiamente interessato al nuovo Codice nella sua duplice veste di ministro della funzione pubblica e dell'innovazione tecnologica) punta a raggiungere sono come al solito ambiziosi: risparmiare 6 milioni di euro l'anno grazie alla riduzione di un milione di pagine e al taglio del 90% dei costi della carta. La Funzione pubblica prevede poi un accorciamento dei tempi della burocrazia dell'80% e un risparmio a regime di 200 milioni di euro l'anno solo grazie all'uso della posta elettronica certificata che, come detto, ridurrà drasticamente il numero delle raccomandate e accorcerà i tempi e gli spazi di archiviazione.
Applicato alla sanità il nuovo Codice dell'amministrazione digitale consentirà di risparmiare sui farmaci e prevenire le truffe relative alle esenzioni da ticket. Il tutto con un risparmio stimato di 150 milioni di euro l'anno.
Anche la giustizia sarà interessata dai benefici effetti della nuova era digitale. L'esempio da seguire, secondo Brunetta, è quello del Tribunale di Milano che nei sei mesi di sperimentazione delle notifiche telematiche relative al processo civile ha risparmiato circa un milione di euro (con 100 mila notifiche effettuate). Il tribunale di Roma ha deciso di seguire la stessa strada. La Pec consentirà di rendere telematico il processo di trasmissione delle denunce (2,5 milioni all'anno).
FONTE: ITALIA OGGI

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