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NOVITÀ NORMATIVE

LA NUOVA IMU IN ALCUNI CASI AZZERA IL FONDO DI RIEQUILIBRIO.

Per i comuni il piatto dei trasferimenti piange. E la ragione è sempre la stessa: l'Imu. Sono 209 i municipi che nel 2012 non riceveranno nemmeno un euro dal fondo di riequilibrio perché si presume che guadagneranno dall'imposta municipale più di quanto incasseranno dai contributi erariali. Con l'effetto che ora dovranno restituire la differenza: 143 milioni di euro in totale secondo i dati del ministero dell'interno.
Il decreto con la ripartizione del fondo di riequilibrio (su cui governo e Anci hanno raggiunto un accordo in conferenza stato-città lo scorso 1° marzo) è stato appena firmato dal ministro Anna Maria Cancellieri e ora è sul tavolo degli altri dicasteri competenti prima di andare al vaglio della Corte dei conti. Ma le prime indiscrezioni che filtrano sulla suddivisione degli importi non fanno dormire sonni tranquilli ai sindaci.
Soprattutto a quelli di Lombardia, Liguria, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte, le regioni più colpite, che contano rispettivamente 47, 44, 27, 21, 19 e 18 comuni destinati ad andare in debito con i trasferimenti. Si tratta in particolar modo di enti a forte vocazione turistica per i quali il governo Monti scommette (o forse sarebbe meglio dire, auspica) ingenti introiti dall'Imu seconde case e nel frattempo taglia i contributi. Resteranno indenni, o quasi, le regioni meridionali.
Il meccanismo è contenuto nel decreto Salva-Italia (art. 13, comma 17 dl n. 201/2011) che per rendere neutrale l'introduzione dell'Imu ha previsto un taglio del fondo di riequilibrio per i comuni che dall'imposta municipale propria avranno un maggior gettito rispetto a quello della vecchia Ici (viceversa, in caso di perdita di risorse sarà previsto un incremento). La partita vale, nel complesso, 1,6 miliardi di euro.
L'unico sollievo per i sindaci è che non si tratta ancora di dati definitivi. L'accordo del 1° marzo prevede infatti la possibilità di rivedere la quantificazione del fondo (che sarà pagato ai comuni in tre rate, entro la fine dei mesi di marzo, maggio e ottobre 2012) a partire dal prossimo mese di luglio quando saranno disponibili dati più aggiornati sull'Imu e in particolare le cifre sui pagamenti dell'acconto tramite modello F24. In occasione del pagamento della terza rata del fondo, e quindi a ottobre, sarà operato il conguaglio sulla base delle nuove stime di distribuzione dell'Imu rese note a luglio. Solo allora i sindaci dovranno mettere mano al portafoglio e restituire i soldi allo stato se le previsioni del ministero dell'interno si riveleranno esatte.
A effettuare il recupero sarà l'Agenzia delle entrate sulla base dei dati relativi a ciascun ente come comunicati dal ministero dell'interno, all'atto del riversamento dell'imposta municipale.
E dire che solo qualche settimana fa il Viminale, per dare un po' di ossigeno ai comuni in prospettiva dei bilanci, aveva ottemperato a tempo di record alla norma del dl sulle semplificazioni tributarie (art. 4 comma 7 dl n. 16/2012) che riconosce ai sindaci un acconto sui trasferimenti pari al 70% di quanto pagato l'anno scorso. Il 5 marzo il Mininterno ha messo in pagamento complessivamente 2 miliardi e 140 milioni di euro. Ma per molti sindaci quei soldi saranno solo di passaggio.
I tagli di Tremonti in G.U. Intanto sulla G.U. n. 72 di ieri è stato pubblicato il decreto del Viminale datato 22 marzo che ufficializza il taglio di 2,5 miliardi di euro (solo per i comuni con più di 5.000 abitanti) disposto da Tremonti col dl 78/2010.
FONTE: ITALIA OGGI

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