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NOVITÀ NORMATIVE

REBUS SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI.

Torna in discussione la possibilità di esternalizzare il servizio di riscossione delle entrate legate allo smaltimento dei rifiuti.
Il correttivo che allargava le possibilità di dribblare la Tares a tutti i Comuni in grado di attuare «un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso», proposto al decreto ambientale, non ha trovato spazio nel testo finale della legge di conversione, approvata in via definitiva dal parlamento la scorsa settimana, ma rimane nel pacchetto degli interventi che potrebbero riaffacciarsi nel corso dell'iter di conversione del decreto fiscale o degli altri provvedimenti in questi giorni all'esame del Parlamento.
Il problema si lega a doppio filo con l'incrocio fra i buchi nella "riforma" della riscossione portata dal decreto sviluppo (Dl 70/2011) e l'arrivo, dal 2013, della Tares destinata a mandare in pensione le attuali tariffe d'igiene ambientale.
La Tares, in quanto entrata tributaria, incorrerebbe infatti nei limiti imposti dalla riforma all'esternalizzazione della riscossione, con il risultato che gli oltre 1.200 Comuni attualmente in regime di Tia dovrebbero riportare al proprio interno la riscossione delle entrate oggi affidata integralmente al gestore del servizio.
Al momento, le norme consentono di evitare l'ostacolo solo agli enti che mettono in piedi sistemi di misurazione puntuale del servizio, pochissimi, e la nuova formula offrirebbe chance a una platea più ampia. Un obiettivo corretto, che però ha bisogno di essere definito meglio per evitare una "fuga dalla Tares" difficile da contenere.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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