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NOVITÀ NORMATIVE

RINNOVO CONTRATTO DIRIGENTI

Via libera definitivo al contratto nazionale dei dirigenti di regioni ed enti locali, firmato ieri da Aran, Cgil, Cisl, Uil, Csa e Confsal. L'intesa, che offre alle circa 11 mila persone interessate un aumento mensile base di 178 euro (141 sul tabellare, con decorrenza dal 1 " gennaio 2007, e 36,8 sulla quota murrina del salario di posizione) e 103 euro ulteriori sulla retribuzione di risultato, fa debuttare ufficialmente sul terreno contrattuale la riforma del pubblico impiego, di cui rappresenta la prima attuazione. Il testo, infatti, disciplina il quadriennio normativo 2006/2009 e il biennio economico 2006/07, ma è il primo arrivato al traguardo dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 150/2009.
La cornice rinnovata delle regole si riflette prima di tutto sulla parte disciplinare, che è l'aspetto immediatamente operativo del decreto di riforma del pubblico impiego. L'accordo, sottolinea l'Aran, «è in piena sintonia con i principi generali affermati nel decreto legislativo», e introduce per la prima volta una serie di «sanzioni conservative», che cioè non comportano la perdita del posto e si traducono in censure o sospensioni a seconda della gravità dell'illecito. L'agenzia guidata dal commissario straordinario Antonio Naddeo ci tiene però a sottolineare anche il carattere innovativo della parte economica, che destina una quota importante di risorse «alla retribuzione di risultato, collegata al raggiungimento degli obiettivi dell'incarico dirigenziale».
La dote media per la retribuzione di risultato è di 103 euro (che porta a 281 euro il conto medio totale degli aumenti), che saranno distribuiti in base agli stessi parametri che hanno guidato la valutazione del personale negli anni di riferimento. «A queste - sottolinea Daniela Volpato, segretario nazionale della Cisl Fp - si aggiungeranno le ulteriori risorse, destinate al trattamento accessorio, che gli enti dovranno mettere a disposizione a fronte del rispetto dei parametri di efficienza e di criteri di virtuosità gestionale». La ricchezza della parte decentrata dipenderà infatti dalle pagelle delle amministrazioni. Per gli enti locali, l'intesa prevede due parametri alternativi: il primo è basato sulla snellezza dell'organico di vertice, misurata dal rapporto fra dirigenti e personale. In alternativa, si potrà usare il rapporto fra spese di personale ed entrate correnti.
FONTE:IL SOLE 24 ORE

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