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NOVITÀ NORMATIVE

ESENZIONE IMU SUI RUDERI E NEI COMUNI COLLINARI.

Niente Imu sui ruderi. Gli immobili classificati in categoria «F2» (unità collabenti), infatti, continueranno a mantenere la rendita pari a zero, con conseguente esenzione dall'applicazione del tributo (Imu), alla stessa stregua degli immobili posseduti dalle fondazioni bancarie, esenti poiché utilizzati per le attività istituzionali da enti non commerciali. Esenzioni ad ampio raggio anche per i comuni montani. Le modifiche in Senato, infatti, ampliano la nozione di comuni montani ricomprendendo anche quelli collinari.
Questi gli effetti emergenti dal testo definitivo del disegno di legge di conversione del dl n. 16/2012, approvato ieri dal Senato, dopo il via libera al maxiemendamento del disegno li legge di conversione. Con riferimento ai terreni agricoli, posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (Iap), di cui all'art. 1, dlgs n. 99/2004, vengono reintrodotti gli abbattimenti a scaglioni prescritti dall'art. 9, dlgs n. 504/1992, con applicazione del tributo sulla parte eccedente i 6 mila euro (franchigia) e con abbattimenti del 70% dell'imposta gravante sulla parte eccedente la franchigia e fino a 15.500 euro, del 50% di quella gravante sulla parte di valore eccedente i 15.500 euro fino a 25.500 euro e del 25% di quella gravante sulla parte eccedente i 25.500 euro e fino a 32 mila euro.
Sul punto, confermata l'applicazione delle riduzioni per i terreni posseduti e coltivati dagli Iap, anche se soggetti collettivi (società) e, sebbene consigliabile, non appare necessario il classamento in «D/10» della costruzione, al fine di ottenere l'esenzione per la collocazione in zona montana, stante il mero richiamo al comma 3-bis, dell'art. 9, dl n. 557/1993, ancorché la giurisprudenza di legittimità, ai fini Ici, abbia richiesto tale classamento e che la stessa richiesta sia stata confermata dal dl n. 70/2011.
Inoltre, si conferma l'esenzione per i fabbricati strumentali agricoli, di cui al comma 3-bis, dell'art. 9, dl n. 557/1993 se collocati in comuni montani o, ecco l'ulteriore novità, «parzialmente» montani, come individuati da uno specifico elenco elaborato dall'Istat e l'abbattimento del 50% della base imponibile dei fabbricati di interesse storico e artistico, di cui all'art. 10, dlgs n. 42/2004 e di quelli inagibili e non utilizzati; per questi ultimi, la detta inagibilità o inabilità deve essere accertata dall'ufficio tecnico del comune, con perizia a carico del proprietario o con dichiarazione sostitutiva, di cui al dpr n. 445/2000.
Sul punto appare singolare il mantenimento dell'esenzione, per stralcio del relativo emendamento, per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali che li utilizzano per le attività istituzionali e non commerciali, soprattutto per quelli di proprietà delle fondazioni bancarie e l'applicazione totale del tributo per gli immobili locati a canone convenzionale, di cui al comma 3, art. 2, legge n. 431/1998.
Ulteriore novità riguarda i versamenti relativi all'anno 2012, che potevano creare disagi per gli operatori nella fase di determinazione, per i quali si stabilisce che, per detto anno, la prima rata (giugno) del tributo deve essere versata tenendo conto dell'aliquota di base.
Per quanto concerne le costruzioni rurali, strumentali e i terreni agricoli, nel 2012 l'acconto (giugno) deve essere versato nella misura del 30% con versamento del 70% a saldo (dicembre) e salvo conguaglio, ma con riferimento ai fabbricati rurali iscritti ancora al catasto terreni (e da censire) il versamento dovrà essere eseguito in un'unica rata (16 dicembre); le aliquote sono suscettibili divariazione, attraverso un provvedimento ad hoc del Presidente del consiglio dei ministri, da emanare entro il prossimo 10 dicembre.
Per gli immobili diversi da quelli rurali, il versamento è fissato con i criteri ordinari (50% di acconto e 50% di saldo), ancorché la seconda rata del 2012 debba tenere conto dell'importo annuale complessivamente dovuto, con decurtazione di quanto versato con la prima rata, utilizzando, come detto, le aliquote base e tenendo conto delle detrazioni spettanti; stesso criterio per la fissazione delle aliquote e delle detrazioni, in quanto, con uno o più decreti del Presidente del consiglio dei ministri, da emanare entro il 10 dicembre prossimo, sarà eseguita la relativa revisione, tenendo conto del gettito, anche derivante dall'accatastamento dei fabbricati rurali.
Permangono, infine, numerose perplessità sulla modalità di presentazione delle dichiarazioni che le disposizioni in commento fissano entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in possesso dell'immobile o di variazione dello stesso, con deroga per gli immobili già posseduti al 1° gennaio 2012, per i quali la denuncia dovrà essere presentata entro il 30 luglio 2012.
FONTE: ITALIA OGGI

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