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NOVITÀ NORMATIVE

SPESA DI PERSONALE E AZIENDE SPECIALI

Nella spesa di personale degli enti locali vanno considerati anche i dipendenti delle aziende speciali: la sezione regionale di controllo dell'Emilia Romagna con il parere n. 17/2010 ha scritto un'altra (discutibile) pagina nella sempre più articolata vicenda del contenimento di queste uscite.
Il parere trae origine dalla richiesta di un comune reggiano intenzionato a costituire una azienda speciale cui affidare propri servizi che si è preliminarmente rivolto alla corte per avere delucidazioni su come trattare la spesa di personale dell'azienda.
La Sezione emiliana ritiene che «le spese sostenute da tutti i soggetti esterni variamente denominati, comunque facenti capo all'ente (comprese quindi le aziende speciali) debbano essere riferite all'ente», ed estende la lettura proposta poche settimane fa dalla sezione centrale delle Autonomie; quest'ultima (parere 5/2010) aveva incluso nella spesa di personale i dipendenti delle Asp previste dalla legge 328/2000, se affidatarie di servizi istituzionali del comune.
Entrambi i pareri fanno riferimento al comma 557 della Finanziaria 2007, modificato dalla legge 133/2008, secondo cui costituiscono spese di personale quelle erogate per tutti i soggetti utilizzati in strutture ed organismi partecipati o facenti capo all'ente.
Il parere emiliano, che ha qualche precedente (soprattutto sezione Lombardia, parere 79/2008), desta alcune perplessità. Le Asp ex legge 328/2000 e le aziende speciali regolate dall'articolo 114 del Dlgs 267/2000, a dispetto dell'omonimia, sono realtà ben diverse. Le Asp sono soggetti pubblici a tutti gli effetti, enti strumentali dei comuni (un po' come le Asl lo sono delle regioni) i cui dipendenti rientrano nei comparti di contrattazione pubblica, tanto che in attesa di un autonomo contratto ad essi si applica quello degli enti locali. Le aziende speciali sono invece, per consolidata giurisprudenza, enti pubblici economici, anche fiscalmente soggetti alla disciplina delle imprese, il cui personale non rientra nel novero dei dipendenti pubblici definiti all'articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001.
La differenza è decisiva. Il comma 557, nell'integrare nella spesa del personale dei comuni quella sostenuta da altri soggetti collegati, precisa che ciò avviene se non c'è soluzione del rapporto di pubblico impiego: i dipendenti dell'azienda speciale non sono dipendenti pubblici, per loro non c'è costituzione di rapporto di pubblico impiego e di conseguenza non c'è ragione di tenerne conto nella determinazione della spesa di personale. Se così non fosse, comuni e province dovrebbero includere pro quota nella propria spesa di personale anche tutti i dipendenti delle società o delle aziende consortili affidatarie di servizi locali (dal trasporto pubblico alla raccolta rifiuti alla distribuzione di acqua e gas).
Situazione diversa e abbastanza diffusa è quella in cui il personale già comunale viene assegnato al l'azienda speciale mediante comando o trasferito mantenendo il diritto al rientro: in entrambi i casi le conclusioni della corte sarebbero condivisibili dal momento che il dipendente resta, anche solo virtualmente, integrato o integrabile nell'organico dell'ente di provenienza.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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