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NOVITÀ NORMATIVE

ISTITUITI I CODICI TRIBUTO IMU PER IL VERSAMENTO CON F24.

Pagamento Imu fai-da-te. Con il nuovo modello di delega «F24», il contribuente deve indicare separatamente la quota destinata al Comune da quella destinata allo Stato, con la conseguenza che, già in sede di acconto, per l'abitazione principale e le sue pertinenze il 100% del tributo dovuto dovrà essere versato con il codice «3912», mentre per gli altri fabbricati (seconde case) il tributo dovrà essere versato equamente per il 50% con il codice «3918» (Comune) e per il 50% con il codice «3919» (Stato).
Questo ciò che emerge dalla lettura della risoluzione n. 35/E di ieri che l'Agenzia delle entrate ha emanato a corredo di due provvedimenti direttoriali (protocollo n. 2012/53906 e 2012/53909), concernenti l'approvazione dei nuovi modelli di delega «F24» e le modalità di versamento dell'imposta municipale propria (Imu).
Il restyling dei modelli si è reso necessario per effetto delle ultime novità introdotte dal legislatore tributario, soprattutto con l'introduzione, sebbene in via sperimentale, dell'Imposta municipale propria (Imu), a decorrere dal 1° gennaio scorso. Si conferma, pertanto, la sorpresa inerente alla necessità di dover indicare a cura del contribuente, in modo distinto e al momento del pagamento con utilizzo del modello di delega «F24», la parte di tributo destinata allo Stato rispetto a quella dovuta all'ente locale, in ossequio alle disposizioni contenute nel comma 17, dell'art. 13, dl n. 201/2011.
Si ricorda che in sede di acconto l'imposta dovrà essere versata con utilizzo delle aliquote base e che la quota di imposta riservata allo Stato è pari alla metà del tributo calcolato, applicato alla base imponibile di tutti gli immobili, con l'eccezione di quello determinato sull'abitazione principale e relative pertinenze nonché delle costruzioni rurali strumentali (unico codice tributo: «3913»), di cui al comma 3-bis, dell'art. 9, dl n. 557/1993.
Nella nota di ieri si evidenzia che il vecchio modello cartaceo «F24» ordinario, quello che fa ancora riferimento all'Ici, potrà essere utilizzato (scelta discrezionale) fino al 31/05/2013, con la necessità che il nuovo tributo (Imu) sia indicato nella sezione relativa («Ici e altri tributi locali»), nel rispetto di un principio di economicità, teso a smaltire le scorte esistenti dei modelli; il nuovo modello cartaceo, reperibile presso banche, poste e agenti della riscossione, invece, dovrà essere utilizzato obbligatoriamente a decorrere dal 1° giugno 2013.
Naturalmente, il provvedimento riguardante le modalità di versamento dell'Imu, ricorda che i soggetti titolari di partita Iva sono obbligati a eseguire i versamenti esclusivamente in modalità telematica, risultando negata a detti soggetti la presentazione su supporto cartaceo e che, fino al 1° giugno 2013, il contribuente non obbligato a utilizzare la modalità telematica potrà liberamente decidere se utilizzare o meno il nuovo supporto cartaceo.
Nel medesimo provvedimento direttoriale, inoltre, l'agenzia conferma quanto detto in apertura sull'utilizzo di codici distinti per la quota di tributo dovuto allo Stato o ai comuni, e avvisa che, con cadenza settimanale, la stessa eseguirà in via telematica la trasmissione dei dati concernenti i versamenti eseguiti dai contribuenti, gli estremi delle operazioni di accreditamento delle quote di gettito spettanti, i dati dei versamenti annullati, dopo l'invio della delega in commento, su richiesta degli intermediari e le regolazioni contabili relative a dette ultime operazioni.
Con la risoluzione n. 35/E diffusa ieri, inoltre, viene evidenziata l'introduzione della nuova sezione della delega denominata «Sezione Imu e altri tributi locali», la modifica della dicitura relativa alla detrazione e l'istituzione dei nuovi codici tributo necessari alla corretta esecuzione dei versamenti, attivi a partire dal prossimo 18 aprile, inclusi quelli da utilizzare per il versamento degli interessi e delle sanzioni.
Intanto, ieri, Franco Tuccio, presidente Anutel, ha chiesto subito una correzione al modello predisposto dall'Agenzia delle entrate: «c'è un rischio di errore molto elevato nella compilazione del modello Imu», ha evidenziato Tuccio.
Il problema è nel non aver previsto l'indicazione del nome dei comuni accanto al codice alfanumerico: «Anutel chiede una modifica urgente in aggiunta al codice alfanumerico il nome del comune titolare dell'imposta».
FONTE: ITALIA OGGI

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