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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: LO STATO NON FA SCONTI AGLI ANZIANI.

I Comuni possono assimilare all'abitazione principale gli immobili non affittati e posseduti da residenti all'estero o dagli anziani ricoverati in strutture di lungodegenza. Ma devono farlo integralmente a loro spese, perché lo Stato non rinuncerà alla «quota erariale» dell'Imu, che dunque continuerà a essere applicata anche su questi immobili.
Si chiude così una vicenda su cui si era accesa la polemica politica, e che inizialmente sembrava orientata a un alleggerimento generale per gli immobili degli anziani ricoverati. Nella versione finale del testo, successiva agli ultimi sub-emendamenti, è stata però tolta la previsione che disapplicava la quota erariale su questi immobili.
In questo modo, come spiega l'articolo 13, comma 11 del Dl 201/2011, la quota erariale risparmia solo l'abitazione principale indicata dalla legge statale, e riportata al comma 7 dello stesso articolo, e non quelle "assimilabili" dai Comuni (previste al comma 10). Di conseguenza, i sindaci che vorranno riservare il trattamento di favore agli anziani ricoverati, dovranno versare soldi aggiuntivi allo Stato: l'Erario, infatti, chiede il 3,8 per mille lordo, senza detrazioni, mentre l'assimilazione all'abitazione principale paga di norma il 4 per mille con la detrazione da 200 euro. E il quadro è anche peggiore nei Comuni che ipotizzeranno aliquote più basse sulla prima casa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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