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NOVITÀ NORMATIVE

PUBBLICAZIONE DELIBERE TRIBUTARIE: SCADENZE INCROCIATE.

Dopo la conversione in legge del decreto 16/2012 sulle semplificazioni tributarie, la gestione dell'Imu rischia di diventare un incubo per i sindaci, alle prese con la chiusura dei bilanci e con diversi nodi da sciogliere. In particolare, gli amministratori devono decidere se spingere la leva fiscale entro il 30 giugno o rimandare le scelte al 30 settembre, data limite per modificare le decisioni già prese.
Per i Comuni si apre poi il fronte dell'invio delle delibere al ministero dell'Economia, avviluppato in un intreccio di norme. Le scadenze per l'Imu sono infatti diverse da quelle fissate per l'addizionale Irpef e da quelle per le altre entrate comunali. E la situazione si complicherà ancora dall'anno prossimo.
Ma andiamo con ordine. Il decreto legge salva Italia 201/2011 ha imposto da quest'anno l'invio al ministero dell'Economia delle delibere regolamentari e tariffarie dei tributi locali entro 30 giorni dall'adozione o entro 30 giorni dal termine previsto per il bilancio di previsione. La pubblicazione sul sito del ministero sostituisce l'avviso in «Gazzetta Ufficiale» ed è quindi sufficiente per rendere conoscibili le delibere. L'inadempienza da parte dei Comuni è sanzionata con il blocco dei trasferimenti. Ma dell'attuazione è incaricato un decreto ministeriale non ancora emanato.
Intanto, con la nota 5343/2012, il dipartimento delle Finanze ha attivato la procedura telematica per trasmettere i regolamenti e le aliquote Imu. Dal 16 aprile l'inserimento di questi atti nel portale sostituisce le altre modalità di invio ed è valida per adempiere l'obbligo di pubblicazione in «Gazzetta». La procedura telematica si può usare anche per trasmettere le delibere dei tributi comunali diversi dall'Imu, la pubblicazione potrà avvenire solo dopo l'emanazione del decreto attuativo previsto dal decreto legge 201/2011.
Quanto all'invio delle delibere sull'addizionale comunale Irpef, i tempi sono più volte cambiati negli ultimi mesi. Il decreto 201/2011 ha infatti anticipato al 20 dicembre il termine per la pubblicazione sul sito del ministero dell'Economia per riscuotere l'acconto da marzo successivo. Poi, il decreto legge 16/2012 ha anticipato al 20 dicembre la scadenza per la pubblicazione sul sito ministeriale anche in caso di variazioni dell'aliquota, uniformando così le scadenze. Infine, l'articolo 4, comma 1-quinquies, della legge di conversione del decreto 16/2012 ha imposto ai Comuni di inviare al dipartimento delle Finanze le delibere entro 30 giorni dall'adozione per la pubblicazione online. Resterebbe da chiarire il rapporto tra il termine mobile di 30 giorni e quello fisso del 20 dicembre, soprattutto per le delibere approvate in prossimità di questa data.
Ma non è tutto. La legge di conversione del decreto 16/2012 prevede che dal 2013 le delibere delle aliquote e delle detrazioni Imu (non i regolamenti) debbano essere inviate al ministero dell'Economia per via telematica entro il 23 aprile per permettere la pubblicazione online entro il 30 aprile. Il rispetto di questo termine garantisce la retroattività al 1° gennaio dell'anno cui la delibera si riferisce, altrimenti saranno prorogate le aliquote approvate l'anno precedente. La disposizione non tiene conto di diversi elementi: la scadenza per approvare le aliquote è agganciata a quella per l'adozione dei bilanci; negli ultimi dieci anni i termini per chiudere i bilanci sono stati fissati tra aprile e giugno, l'anno scorso addirittura ad agosto; e si tratta di termini che non dipendono dai Comuni ma dalle modifiche normative su entrate, patto di stabilità e altro. Nei fatti, il termine del 23 aprile è inconciliabile con le regole vigenti e con i tempi per approvare i bilanci.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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