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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA' 2010: NOVITA' IN VISTA

Fuori dal patto di stabilità le spese per i grandi eventi, gli stati di emergenza e quelle finanziate dalla Ue. Esclusione dal calcolo dei dividendi extra delle partecipate e riscrittura delle norme che offrono 600 milioni al comune di Roma dalla dismissione dei beni della Difesa, a rischio di illegittimità costituzionale.
È lungo l'elenco dei comuni che otterrebbero benefici dall'emendamento omnibus all'articolo 4 del Dl «salvaenti » presentato dei relatori (Massimo Bitonci della Lega Nord e Peppino Calderisi del Pdl) e all'esame oggi delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
Il via libera sui «grandi eventi» guarda a Milano, dove il salvacondotto per l'Expo potrebbe regalare una forte spinta ai conti. Il correttivo sulle partecipate interessa invece Brescia, Reggio Emilia e gli altri municipi che nel 2007 avevano ottenuto introiti extra, non ripetibili negli anni successivi e destinati quindi ad alzare artificiosamente il saldo da rispettare per non sforare il patto. Nell'emendamento trovano poi spazio un assegno per il comune e per la provincia dell'Aquila, e lo stanziamento di 10 milioni per garantire i lavori di manutenzione nei comuni commissariati.
Non sono tutte positive, però, le notizie in arrivo da Montecitorio per i sindaci. Il correttivo dei relatori stabilisce infatti anche l'esordio dei piccoli comuni sul terreno dei vincoli di finanza pubblica. La proposta prevede un tetto alle spese correnti, che nei 5.700 comuni con meno di 5mila abitanti nel 2010 non potranno aumentare di oltre il 2% rispetto al 2009. Slitterebbe dal 31 marzo al 31 maggio, infine, il termine per le certificazioni sul mancato gettito Ici dall'abitazione principale.
Sembra perdere quota, invece, l'abolizione delle Ato stabilita in un emendamento (prima firma della leghista Manuela Dal Lago) all'articolo 1 approvato nei giorni scorsi (si veda «Il Sole 24 Ore» del 18 febbraio). Sia il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, sia il presidente della I commissione alla Camera, Donato Bruno (Pdl) hanno sottolineato l'opportunità di affrontare la questione all'interno del Codice delle Autonomie.
Il tema dei «costi della politica» torna anche nella decisione assunta ieri dalla giunta regionale della Toscana, che ha impugnato davanti alla Consulta tre norme della finanziaria 2010: la soppressione di difensori civici e consorzi, le procedure per le alienazioni immobiliari e l'assegnazione, dribblando le regioni, del miliardo di euro contro il rischio idrogeologico.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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