PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

IMU: FABBRICATI RURALI E DICHIARAZIONI NODI DA SCIOGLIERE.

Le complicazioni introdotte con la legge 44/2012, di conversione del decreto fiscale (Dl 16/2012), occuperanno i contribuenti in vista dei primi adempimenti del tributo.
Sul fronte tassazione nell'agricoltura, una questione da chiarire riguarda l'imposizione sui terreni incolti o coltivati solo per autoconsumo. Con l'Ici, le istruzioni alla compilazione della dichiarazione affermavano che i terreni soggetti al tributo erano solo quelli coltivati con modalità imprenditoriali, con eccezione dunque dei terreni incolti e di quelli coltivati solo per autoconsumo (i cosiddetti "orticelli").
Nell'Imu invece si prevede un apposito coefficiente moltiplicatore (110) per i terreni incolti degli imprenditori agricoli professionali (Iap). Si evidenzia inoltre che il richiamo alle definizioni Ici degli immobili tassati, con la legge di conversione del Dl 16/2012, è stato trasferito in una posizione non più centrale. Ne dovrebbe derivare che nell'Imu i terreni qualificati catastalmente come agricoli sono sempre soggetti al tributo, con il coefficiente 135 se posseduti da soggetti non Iap.
Anche la nozione di fabbricato rurale strumentale potrebbe dare luogo a problemi. Il salva-Italia (Dl 201/2011) ha abrogato le disposizioni sulla procedura speciale di accatastamento contenuta nell'articolo 7, Dl 70/2011, e questo avvalora la lettura secondo cui la ruralità non dipende dall'inquadramento catastale, ma dall'effettiva destinazione (articolo 9 del Dl 557/93). Una lettura confermata anche dal direttore dell'agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, nell'audizione al Senato del 21 marzo scorso. D'altra parte, però, va ricordato che la regola dell'accatastamento in D/10 non derivava dal Dl 70/2011, ma dall'elaborazione della Cassazione. I Comuni, allora, potrebbero sostenere la tesi che i presupposti giuridici di tale elaborazione restano inalterati anche nel contesto dell'Imu, poiché anche questa è un'imposta fondata sulle risultanze del catasto. Per prudenza, è consigliabile procedere comunque ad annotare la variazione di categoria catastale in D/10 entro il 30 giugno 2012.
Le pertinenze dell'abitazione principale richiedono ugualmente precisazioni. Secondo la legge, sono tali anche quelle iscritte unitamente all'abitazione e dunque prive di rendita e categoria autonome. In teoria, in presenza di una casa accatastata insieme a due unità potenzialmente in C/2 (cantine e depositi) occorrerebbe scorporare la rendita di una di queste per assoggettarla all'aliquota dello 0,76%. È però un adempimento per nulla facile (si veda l'articolo in basso nella pagina seguente). E infine non è chiaro se nell'Imu occorra dichiarare anche ciò che il Comune conosce attraverso il sistema di interscambio dei dati catastali: nella conversione del Dl 16 si richiama l'articolo 37, comma 55, Dl 223/2006, ma la norma giusta è in realtà il comma 53.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<luglio 2019>
lunmarmergiovensabdom
24252627282930
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930311234
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio