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NOVITÀ NORMATIVE

NEL BILANCIO COMUNALE ENTRA IL GETTITO PRESUNTO DELL'IMU.

Aliquote e detrazioni Imu fuori dal bilancio di previsione. Infatti, in base all'articolo 12-bis introdotto in sede di conversione del decreto legge sulle semplificazioni tributarie (16/2012), per quest'anno, i Comuni devono iscrivere nel bilancio di esercizio l'entrata da imposta municipale propria in base agli importi stimati dal ministero dell'Economia e pubblicati online.
In deroga alle disposizioni generali dell'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali, i Comuni possono poi approvare o modificare entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati, il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alle detrazioni dell'Imu. In quel momento, gli importi iscritti a titolo di imposta municipale potranno essere variati, insieme con gli importi del fondo sperimentale di riequilibrio, tenendo conto dell'aggiornamento del dipartimento delle Finanze.
Anche se il gettito dell'Imu va indicato in modo convenzionale, in base ai valori stimati dal ministero, i Comuni non hanno diritto ad avere dallo Stato l'eventuale differenza fra gettito accertato convenzionalmente e gettito reale.
Inoltre, l'iscrizione a bilancio del gettito tributario presunto blocca l'esercizio per i Comuni, entro il termine dell'approvazione del bilancio di previsione, della potestà regolamentare su aliquote e detrazioni d'imposta. In base all'articolo 13 del decreto legge 201/2011 salva Italia, l'aliquota di base dell'Imu (0,76%) potrebbe essere infatti variata in aumento o in diminuzione fino a 0,3 punti percentuali con deliberazione del consiglio comunale, mentre quella per l'abitazione principale potrebbe subire oscillazioni negative o positive fino a 0,2 punti percentuali. Sempre il decreto salva Italia prevede poi la possibilità di ridurre fino allo 0,1% l'aliquota dei fabbricati rurali a uso strumentale.
Qui si apre un problema: la coerenza che deve essere assicurata tra la programmazione strategico-amministrativa dei Comuni e la sostenibilità finanziaria dei servizi erogabili comporta scelte, anche in tema di politica fiscale, che è complicato rinviare al 30 settembre, termine ordinariamente destinato alla verifica e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio. E il quadro diventa ancor più aleatorio in considerazione della possibilità (sempre introdotta con la conversione del decreto 16/2012) di variare le aliquote e le detrazioni, in base alle disposizioni dettate da Dpcm entro il 10 dicembre 2012.
Infine, occorre rammentare che gli accertamenti tributari (in quanto accertamenti di entrata corrente) concorrono al calcolo del saldo di competenza mista utile per il rispetto del patto di stabilità interno: qualunque scostamento del dato definitivo rispetto alle previsioni assestate (che non possono essere successive al termine del 30 novembre di ciascun esercizio) potrebbe dunque compromettere la programmazione ai fini dei vincoli di finanza pubblica. In altre parole, occorre chiedersi come dovranno essere valutati gli eventuali minori accertamenti di competenza, non più compensabili con gli ordinari strumenti di riequilibrio assicurati dall'articolo 193 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 267/2000).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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