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NOVITÀ NORMATIVE

"MILLEPROROGHE" IN DIRITTURA DI ARRIVO

Milleproroghe al rush finale. Incassato il voto favorevole (senza fiducia) della camera, sciolto il nodo dei fondi all'editoria, il decreto legge n.194/2009 che da tradizionale provvedimento di proroga di termini ha via via assunto i connotati di una Finanziaria bis, si prepara a una corsa contro il tempo al senato per evitare la scure della decadenza. Che scatterà il 28 febbraio.
Ieri l'aula della Camera ha approvato il decreto con 264 voti favorevoli, 227 contrari e tre astenuti. E ha rispedito il provvedimento al senato che ne ha subito iniziato l'esame. La commissione affari costituzionali di palazzo Madama, dopo una relazione del senatore Lucio Malan (Pdl) sulle modifiche apportate dalla camera, ha approvato senza modifiche il dl che dunque già oggi approderà in aula. Dove molto probabilmente sarà convertito in legge domani (palazzo Madama ha già programmato a questo scopo una seduta supplementare dell'aula).
L'unica ulteriore modifica rispetto al testo approvato con voto di fiducia dal senato lo scorso 11 febbraio riguarda l'allentamento del blocco del turnover per le università con i conti in ordine.
Per il resto viene confermato l'impianto del maxiemendamento approvato da palazzo Madama, a cominciare dalle novità che riguardano lo scudo fiscale. Entro il 15 giugno il ministero dell'economia comunicherà al parlamento le statistiche relative ai rimpatri e alle regolarizzazioni perfezionati alla data del 15 dicembre 2009, 28 febbraio 2010 e 30 aprile 2010.
Le cause di lavoro pendenti in Cassazione non dovranno sottostare alle nuove norme sul contributo unificato e fino al termine del 2010 potranno essere svolte senza aggravi di costi. Sono inoltre previste imposte di registro e ipocatastali agevolate sul trasferimento di terreni agricoli per favorire la piccola proprietà contadina.
Il milleproroghe mette a dieta le pubbliche amministrazioni che, oltre ai tagli già previsti dal dl 112/2008, dovranno apportare entro il 30 giugno 2010 un'ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale (e dei relativi organici) in misura non inferiore al 10%. E dovranno rideterminare le dotazioni organiche del personale non dirigenziale, riducendo di almeno il 10% la spesa complessiva. Chi non si adeguerà non potrà più assumere a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto.
Ma la lista delle eccezioni al giro di vite è lunga. Non subirà tagli il personale amministrativo del ministero della giustizia operante presso gli uffici giudiziari, il dipartimento della protezione civile, le Autorità di bacino di rilievo nazionale, l'Agenzia italiana del farmaco, le strutture del comparto sicurezza, le Forze armate e i Vigili del fuoco. Vengono tenuti fuori dalla stretta anche i magistrati, i cancellieri e la polizia penitenziaria. Un discorso a parte merita la presidenza del consiglio. Palazzo Chigi dovrà ridurre del 7% gli organici dirigenziali di livello generale e del 15% quelli di livello non generale.
Si salveranno dalla tagliola anche i 120 vincitori del corso-concorso bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione nel 2005 e che potranno essere assunti come dirigenti dai ministeri e dagli altri enti pubblici non economici grazie a una deroga espressa inserita nel dl.
FONTE: ITALIA OGGI

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