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NOVITÀ NORMATIVE

AGEVOLAZIONI IMU AI FABBRICATI RURALI ANCHE SENZA LA CATEGORIA.

I fabbricati rurali, ai fini dell'imposta municipale propria (Imu), usufruiscono delle agevolazioni previste dalla legge indipendentemente dall'accatastamento nella categoria D10. È un salto di qualità molto apprezzabile quello compiuto dal ministero dell'Economia nella bozza di circolare applicativa sul nuovo tributo, che sta circolando in questi giorni.
In questo modo, viene abbandonato il principio secondo cui la ruralità dei fabbricati era legata alla categoria catastale A/6 per le abitazioni e D10 per i fabbricati strumentali, applicato forzosamente per l'Ici fino al 31 dicembre 2011.
Da quest'anno, quindi, si deve fare riferimento esclusivamente alla natura della costruzione necessaria per lo svolgimento delle attività agricole, ai sensi dell'articolo 9, comma 3-bis, del Dl 557/93. Qualora il fabbricato rispetti questi requisiti, usufruisce dell'aliquota Imu del 2 per mille (quella agevolata).
È prevista l'emanazione di un apposito decreto per definire le modalità di inserimento del requisito di ruralità negli atti catastali. Ma già da ora si può affermare che un deposito attrezzi classificato nella categoria C2 oppure un ufficio aziendale accatastato in A10 potranno comunque usufruire dell'aliquota Imu ridotta.
Ovviamente cambia il coefficiente moltiplicatore (ma anche la rendita catastale), che ad esempio per gli uffici è pari a 80 mentre per i fabbricati di categoria D è più basso (cioè pari a 60).
Nella bozza di circolare, viene specificato che i terreni montani e di collina sono esenti da Imu e di conseguenza il reddito dominicale è soggetto ad Irpef; fino all'emanazione dell'apposito decreto ministeriale, si deve fare riferimento all'elenco dei comuni contenuto nella circolare n. 9 del 14 giugno 1993.
Invece, per i fabbricati strumentali l'esenzione da Imu riguarda solo quelli ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani, secondo l'elenco predisposto dall'Istat (reperibile su internet all'indirizzo www.istat.it/it/archivio/6789). I fabbricati rurali strumentali situati in montagna sono esclusi dall'imposta municipale e sono comunque esenti da Irpef, ai sensi dell'articolo 42 del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Relativamente ai terreni agricoli, nella bozza di circolare si ricava la conferma che tutte e tre le agevolazioni (are edificabili considerate agricole, coefficiente moltiplicatore del reddito dominicale pari a 110 anziché 135 e la franchigia fino a 32.000 euro) si applicano ai coltivatori diretti od imprenditori agricoli che siano iscritti nella gestione previdenziale ed assistenziale per l'agricoltura.
L'agevolazione è estesa anche alle società agricole (articolo 1 del Dlgs 99/2004) in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale. Anche in questo caso, l'amministratore delle società agricole di capitali o il socio di quelle di persone devono essere iscritti nella gestione previdenziale.
In ordine al requisito della conduzione diretta, viene precisato che - in presenza di più persone che conducono il fondo - la riduzione della base imponibile è unica sull'intero valore del terreno; tale affermazione appare corretta, ma manca la precisazione che - quando due proprietari del terreno conducono insieme il fondo - generano una società semplice, ma l'agevolazione non deve venire meno.
Il ministero dell'Economia spiega inoltre che i terreni non coltivati, che usufruiscono del coefficiente moltiplicatore ridotto a 110, sono considerati tali soltanto se condotti dai coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali e lasciati a riposo in applicazione delle tecniche agricole (set aside).
Rimane però il dubbio sui terreni incolti estranei all'esercizio di una azienda agricola, come nel caso di un terreno agricolo posseduto da una società immobiliare acquistato nella speranza che divenga edificabile.
Questi terreni non sono adibiti all'esercizio dell'attività agricola e quindi dovrebbero essere esclusi dall'imposta, ma in mancanza di indicazioni più precise tale interpretazione non ha ancora il crisma della certezza.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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