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NOVITÀ NORMATIVE

RIMBORSI IVA-TIA: IL GOVERNO STUDIA UNA SOLUZIONE.

«Il Governo sta approfondendo la questione», e conta di «identificare nel più breve tempo possibile la soluzione più appropriata, tenuto conto di tutte le variabili». Il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, non può dire di più sulla questione ormai intricatissima dell'Iva applicata negli ultimi anni sulla tariffa d'igiene ambientale e bocciata da Consulta e Corte di Cassazione.
Rispondendo alla Camera a un'interrogazione sul tema presentata da Karl Zeller e Siegfrid Brugger (gruppo Misto-Svp), il ministro ha assicurato che il problema è destinato a risolversi "da solo" nel 2013, con il debutto della Tares prevista dal decreto «Salva-Italia» per sostituire le attuali forme di prelievo sui rifiuti.
Con il nuovo tributo, spiega il viceministro, ci sarà una «razionalizzazione del sistema», perché la generalità dei Comuni seguirà le regole fissate dal decreto di Natale e solo chi è in grado di adottare «sistemi di misurazione puntuale della quantità dei rifiuti conferiti» (come prevede l'articolo 14, comma 29 del Dl 201/2011) potrà applicare una tariffa corrispettiva e accompagnarla con l'Iva. Anche se non va dimenticato che la tariffa corrispettiva è una richiesta europea da oltre 15 anni, e la Tares va in direzione decisamente contraria.
Lo stesso Grilli, comunque, ammette che da sole le prospettive non bastano a risolvere l'arretrato, che secondo le stime è rappresentato da una montagna da circa un miliardo di Iva pagata dai contribuenti ma non dovuta. A stabilirlo è stata prima di tutto la Corte costituzionale, che nella sentenza 238/2009 ha precisato che la Tia applicata in oltre mille Comuni è una tariffa di nome ma una tassa di fatto (perché non è determinata puntualmente dalla quantità di rifiuti prodotti da ciascuno), e quindi non può essere gravata dall'Iva (per doppia tassazione).
Il Governo Berlusconi ha tentato di fermare le richieste di rimborso prima con una legge e poi con una circolare, ma senza successo, e da ultimo anche la Cassazione è tornata sul tema scrivendo una parola definitiva: l'Iva era e resta illegittima. Ora la situazione è bloccata, perché dopo le prime pronunce di giudici di pace e commissioni tributarie i consumatori hanno moltiplicato le richieste di rimborso, ma Comuni e gestori aspettano una soluzione dal Governo perché l'Iva è stata riscossa ma anche girata all'Erario.
Soluzione che, ha promesso Grilli ieri a Montecitorio, arriverà a breve, anche se prima il Governo si riserva di valutare «l'effettivo modello di raccolta e smaltimento» messo in atto dai Comuni interessati. Un monitoraggio essenziale anche per avere dati ufficiali sull'entità del fenomeno: naturalmente, però, l'esame del Governo sui modelli organizzativi difficilmente potrà arrivare a conclusioni diverse da quelle affermate da Consulta e Cassazione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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