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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: NON TUTTE LE ESENZIONI SONO UGUALI.

Ex coniugi, anziani nei ricoveri e Iacp assimilati alla casa di abitazione ma con differenza. Nessuna possibilità invece per le abitazioni concesse in uso gratuito ai figli. Il passaggio dell'Ici all'Imu porta novità con riguardo ad alcune ipotesi molto frequenti in cui l'immobile può godere dello status di abitazione principale con le conseguenze in tema di aliquote e detrazioni d'imposta.
Il coniuge assegnatario. Il decreto legge 16 ha stabilito che ai soli fini dell'applicazione dell'Imu «l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione». Il coniuge assegnatario gode di un diritto di abitazione ed è pertanto soggetto passivo Imu.
Sarà pertanto costui l'unico tra i due coniugi che potrà godere delle agevolazioni stabilite con riguardo all'abitazione principale e alle sue pertinenze. Inoltre potrà anche godere della maggiorazione della detrazione prevista nel caso di figli di età non superiore a 26 anni. Quindi il quadro è mutato rispetto al passato quando le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze trovavano applicazione anche nei confronti del coniuge che non era assegnatario della casa coniugale. Ora invece ai fini Imu l'imposta la versa il coniuge assegnatario anche se non proprietario della ex casa coniugale (potendo godere di aliquota ridotta e detrazione).
Dimoranti in istituti di ricovero e non residenti. I comuni possono considerare adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da: anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, e l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.
Con riguardo agli anziani o disabili che hanno la propria dimora presso ricoveri o simili come nel passato l'equiparazione tra il loro fabbricato e l'abitazione principale è lasciata alla potestà regolamentare dei comuni. Ciò comporta che gli stessi potrebbero anche godere della detrazione di 50 euro per i figli nel caso in cui gli stessi dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente nell'immobile oggetto della disposizione di favore. Per quanto riguarda i non residenti le regole sono identiche a quelle sopra viste.
Iacp. Via libera anche all'assimilazione all'abitazione principale per: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp). Tale situazione è parificata anche a quella degli altri enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli Iacp.
Nei casi sopra visti tutte le fattispecie possono beneficiare della sola detrazione e non dell'aliquota ridotta e della maggiorazione per i figli, trattandosi di immobili posseduti da persone giuridiche.
Abitazione concesse gratuitamente. Nessuna possibilità di considerare abitazione principale la casa concessa in uso gratuito. Non è raro che pur mantenendo la proprietà dell'immobile in ambito familiare conceda poi la stessa gratuitamente a un terzo (classico il caso del padre con il figlio). Infatti le normativa Imu non ripropone più la possibilità di assimilare ad abitazione principale l'immobile dato in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale con conseguente applicazione dello stesso regime agevolativo previsto per l'abitazione principale. Tale opzione era invece possibile con l'Ici. Tale possibilità non solo non è prevista dalla norma istitutiva ma non è nemmeno possibile che sia introdotta in forza della potestà regolamentare dei comuni.
FONTE: ITALIA OGGI

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