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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA' : NOVITA'

Taglio anticipato al 2010 per gli assessori dei comuni e delle province che andranno al voto a marzo; salvataggio dei direttori generali nei comuni con più di 100mila abitanti, delle circoscrizioni quando gli abitanti sono più di 250mila e delle ulteriori forme di decentramento nei centri ancora più grandi (i municipi di Roma); esclusione dal patto di stabilità per le spese collegate ai «grandi eventi» e per quelle finanziate dall'Unione europea.
La legge di conversione del Dl «salva-enti» ha ottenuto ieri il via libera delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, e debutterà in Aula lunedì prossimo. Prematura ogni ipotesi di blindatura con il voto di fiducia, anche se il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, chiarisce che l'approvazione definitiva, vista la pausa elettorale, deve arrivare entro il 20 marzo.
Le ultime novità sono arrivate con l'emendamento-omnibus presentato dai relatori all'articolo 4 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), che ha previsto anche una soluzione definiva al problema del patto di stabilità ultra-rigido patito da alcuni comuni (Brescia in testa) a causa delle entrate straordinarie ottenute nel 2007. Per sterilizzare l'effetto dei dividendi straordinari ottenuti da società quotate, la norma prevede che i comuni interessati applichino le percentuali di miglioramento imposte dal patto alla media dei saldi 2003/2007, anziché a quella 2005/2007 come per tutti gli altri. Il testo riguarda solo i proventi dalle quotate, e non prevede alcun salvacondotto per i proventi da dismissioni immobiliari.
Negli ultimi ritocchi in commissione è saltata invece l'ipotesi di limitare la spesa corrente dei piccoli comuni. «L'intervento - spiega Massimo Bitonci, della Lega Nord, relatore del provvedimento insieme a Peppino Calderisi del Pdl - era troppo ampio per un emendamento al Dl, ma il tema va affrontato. Mentre i comuni soggetti al patto hanno una disciplina rigida, in quelli con meno di 5mila abitanti non c'è nessuna regola di spesa e occorre bloccare la dinamica delle spese correnti, che crescono anche del 7-8% l'anno».
Il tutto è rinviato a un provvedimento più organico, mentre resta da capire se sopravviverà al passaggio in Aula l'emendamento di Manuela Dal Lago (Lega Nord), che ha previsto l'abolizione entro un anno degli ambiti territoriali ottimali che governano il servizio idrico e quello dei rifiuti.
Completano il pacchetto del provvedimento i finanziamenti per gli interventi sociali (45 milioni) e per gli investimenti (42 milioni) per i piccoli comuni; il bonus sui finanziamenti ordinari degli enti locali colpiti dal terremoto (assegno statale aumentato dell'80% per la provincia e il comune dell'Aquila, del 50% per i comuni del "cratere" e del 20% per gli altri della provincia) e un correttivo che introduce l'accordo di programma nelle dismissioni immobiliari destinate a finanziare il comune di Roma.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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