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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: L'ACCONTO SARA' DETERMINANTE.

Si vedrà. È la risposta che i sindaci hanno incassato dal Governo durante il vertice di ieri a Palazzo Chigi. Per ben due volte: sia sulla richiesta di trasformare l'Imu in un'imposta al 100% municipale, visto che se ne riparlerà a giugno; sia sulla proposta di allentare il patto di stabilità, poiché bisognerà attendere l'esito della discussione in sede Ue sulla «golden rule» per gli investimenti.
Nell'immediato, dunque nessuna novità. I contribuenti saranno chiamati a versare l'acconto del 18 giugno in base alle regole e alle aliquote attuali (0,4% sulla prima casa e 0,76% dalla seconda in su) mentre i sindaci si riuniranno a Venezia per protestare contro le scelte dell'Esecutivo. Non più domani ma giovedì 31 maggio.
Visto con gli occhi dei primi cittadini l'incontro di ieri - a cui hanno preso parte il premier Mario Monti, il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, il titolare dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, e una delegazione dell'Anci guidata dal presidente Graziano Delrio - è stato comunque positivo «per il buon clima che si è instaurato con una sempre maggiore volontà di collaborazione» tra le parti, come ha sottolineato Delrio.
Collaborazione dimostrata dal fatto che il confronto proseguirà nei prossimi giorni con un secondo appuntamento già fissato: l'11 giugno. In quella sede l'Esecutivo dovrebbe pronunciarsi in maniera più dettagliata sulla richiesta dei Comuni di trasferire ai municipi l'intero gettito dell'Imu, che oggi (sugli immobili diversi dall'abitazione principale) viene diviso a metà con lo Stato, in cambio di un taglio di egual misura ai trasferimenti erariali. Fermo restando che, per mettere nero su bianco eventuali modifiche alla normativa, bisognerà attendere i dati sul gettito dell'acconto di giugno. Quando si comincerà a ragionare sui numeri veri e non più sulle stime che finora sono giunte copiose sia dai sindaci che dal ministero dell'Economia, con esiti spesso contrapposti.
A ogni modo la decisione sul futuro del tributo immobiliare non sarà così imminente. Del resto lo ha ammesso lo stesso numero uno dell'Anci: «Il premier Monti - ha detto all'uscita da Palazzo Chigi - ha risposto che per il 2012 non è possibile e che se ne può parlare a cominciare dal prossimo anno». Ma i sindaci non sembrano disposti ad attendere in eterno tant'è che lo stesso primo cittadino di Reggio Emilia ha minacciato «un'interruzione dei rapporti istituzionali» se non arriveranno delle risposte.
Il tempo si rivelerà un fattore cruciale anche sulle possibili modifiche al patto di stabilità per "scongelare" le risorse destinate dagli enti locali alle piccole opere. Ma pure qui bisognerà aspettare il mese prossimo. Per avere la risposta dell'Esecutivo occorrerà infatti attendere la decisione Ue sulla proposta italiana di fare uscire gli investimenti dagli accordi sul fiscal compact. Una strada per allentare i vincoli del patto potrebbe essere quella di realizzare forme di compensazione tra i crediti dei Comuni e lo Stato centrale. Un'ipotesi che, a detta di alcuni partecipanti al vertice di ieri, il viceministro Grilli starebbe già vagliando.
Più vicino a una soluzione sembra invece il terzo punto esaminato a Palazzo Chigi: lo "scongelamento" del federalismo demaniale. Sarebbero ormai in dirittura d'arrivo i decreti del presidente del Consiglio per il trasferimento dei beni dal centro alla periferia e per la creazione dei fondi immobiliari di valorizzazione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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