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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: F24 VALIDO ANCHE SENZA L'INDICAZIONE DELLA RATA.

Un comunicato dell'Agenzia delle Entrate stabilisce che nell'F24 per il versamento dell'Imu deve essere indicato il numero di rate prescelto per effettuare il pagamento.

Il comunicato è l'ultimo atto della serie di eventi che hanno contribuito a rendere sempre più controversa la disciplina dell'imposta municipale.
Infatti, con il provvedimento del 12 aprile scorso l'Agenzia delle Entrate aveva pubblicato l'F24 che portava la "sezione Imu" al posto di quella Ici e, contemporaneamente, nella risoluzione n. 35/2012 stabiliva i nuovi codici tributo per il versamento dell'imposta. Nelle istruzioni era precisato espressamente che "lo spazio 'rateazione' non deve essere compilato"; d'altronde detta indicazione sarebbe stata superflua alla luce della considerazione che, nel momento in cui erano state predisposte le istruzioni, il tributo poteva essere versato esclusivamente in due rate: 18 giugno e 17 dicembre. Successivamente, però, la L. 44/2012, nel convertire il D.L. 16/2012, ha introdotto la possibilità di pagare l'Imu sull'abitazione principale in tre tempi, inserendo anche la seconda rata del 17 settembre. A ciò si aggiunga che le istruzioni ufficiali sull'imposta diffuse dal Dipartimento delle Finanze riportavano il relativo riquadro in bianco, mentre quelle attualmente scaricabili dal sito del Dipartimento contengono i codici per la rateazione.
Il chiarimento dell'Agenzia delle Entrate è intervenuto a seguito delle specifiche tecniche destinate alle banche e alle poste, le quali imponevano di rifiutare i modelli F24 in cui non è compilata la casella sulla rateazione. Il comunicato diffuso lo scorso 24 maggio, invece, stabilisce che d'ora in poi sarà necessario indicare nella delega di pagamento il numero delle rate scelto dal contribuente per il pagamento di giugno, aggiungendo però che le deleghe già compilate senza questo dato devono comunque essere accettate.
Nel sottolineare che il codice tributo corretto per il pagamento in due rate è "0101", mentre quello per chi aggiunge la rata di settembre è "0102", si osserva che senza l'indicazione del numero di rate prescelte, il Comune in cui si trova l'abitazione principale non è in grado di conoscere se l'importo versato dal contribuente corrisponde alla metà o ad un terzo dell'imposta calcolata utilizzando l'aliquota nazionale e, pertanto, non è in grado di calcolare il gettito del tributo.
Si evidenzia infine che la questione riguarda la sola abitazione principale (ovvero il rigo con il codice tributo 3912), mentre per gli altri fabbricati, essendo possibile solo la rateazione in due tempi, le istruzioni ministeriali prevedono che il relativo quadro sia lasciato in bianco.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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