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NOVITÀ NORMATIVE

IL DIRETTORE GENERALE O IL SEGRETARIO RIDUCONO I TEMPI DELLE ISTANZE.

Il direttore generale e, negli enti locali che ne sono sprovvisti, il segretario, da aprile (e fino a quando l'amministrazione non si sarà data una norma regolamentare) sostituiscono gli uffici in caso di mancata risposta entro i termini alle istanze presentate dai cittadini. È il principale e immediato effetto dell'entrata in vigore della legge 35/2012, di conversione del Dl 5/2012 sulla semplificazione. Con questa norma il legislatore offre ai privati uno strumento aggiuntivo di tutela nei casi di silenzio-rigetto delle amministrazioni che si aggiunge alla possibilità di ricorso al Tar.
La nuova regola chiede alle amministrazioni di individuare il dirigente, o i dirigenti, che si sostituiscono a quelli competenti nel caso di mancata risposta. Fino a quel momento la norma si applica comunque e prevede l'automatica individuazione del dirigente-sostituto nel dirigente generale o, in mancanza, nel dirigente competente o, in mancanza, nel funzionario più elevato.
Negli enti locali, in cui la dirigenza non è articolata su due ruoli, i compiti di coordinamento affidati a direttori generali e segretari possono essere considerati per molti versi analoghi a quelli affidati nelle amministrazioni statali al dirigente generale. Questa opportunità si applica a tutti i procedimenti avviati a istanza di parte, salvo quelli tributari o relativi ai giochi.
Occorre chiarire se questa esclusione si può estendere anche ai procedimenti che riguardano entrate extra tributarie, quali ad esempio i canoni e le tariffe.
Per attivare il nuovo istituto occorre una richiesta proveniente dal privato interessato. Il dirigente-sostituto deve garantire la risposta entro un termine massimo pari alla metà della scadenza ordinaria: manca una specifica sanzione in caso di suo inadempimento. Egli può provvedere direttamente, avvalersi degli uffici o nominare un commissario ad acta.
La norma determina un trasferimento di competenza e individua una sorta di organo straordinario. La possibilità di nomina di un commissario ad acta è una previsione inedita. Solleva qualche perplessità, quanto meno in termini di opportunità e di costi aggiuntivi, la possibilità di individuare come commissario ad acta un soggetto esterno all'ente. Il dirigente individuato come sostituto deve inoltre annualmente informare l'ente dei procedimenti in cui si è sostituito: ovviamente se ne deve tener conto nella valutazione dei dirigenti.
La norma prevede due vincoli ulteriori. In tutti i provvedimenti adottati occorre indicare il termine previsto dall'ordinamento e quello effettivo, e le sentenze che condannano le Pa in caso di silenzio rigetto devono essere trasmesse telematicamente alla Corte dei Conti: non è individuato il destinatario, ma si deve ritenere che sia la Procura in quanto la comunicazione serve a verificare l'esistenza di possibili profili di responsabilità amministrativa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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