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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: CHIARIMENTI IN ORDINE SPARSO.

Il figlio universitario che ha un contratto di locazione nella città in cui studia non può ritenersi per ciò solo non dimorante nell'abitazione principale. A tale scopo, occorre un esame caso per caso. Per gli immobili in multiproprietà, in mancanza di una disposizione analoga a quella dell'Ici, ciascun comproprietario dovrà versare la sua parte di Imu, senza che a tale adempimento possa provvedervi l'amministratore della multiproprietà. Per le unità di proprietà condominiali, invece, restano salve le dichiarazioni Ici già presentate. L'amministratore del condominio, inoltre, ha comunque facoltà di provvedere al pagamento dell'intera Imu dovuta sui beni di proprietà comune, per ragioni di semplificazione.
È, infine, possibile avvalersi, già in sede di primo acconto, dell'assimilazione all'abitazione principale eventualmente deliberata dal Comune per le case di anziani e disabili residenti in istituti di ricovero.
Sono alcune delle risposte di maggiore interesse fornite dal ministero delle Finanze ai quesiti proposti dai lettori dal Sole 24 Ore.
Il caso del figlio universitario, residente nell'abitazione con i genitori, di età non superiore a 26 anni, è molto diffuso nelle domande dei lettori. La domanda è se, in presenza di un contratto di locazione stipulato nella città universitaria, i genitori possano ugualmente fruire della maggiorazione della detrazione di 50 euro. Del tutto correttamente, le Finanze escludono la possibilità di una risposta a priori.
E invero, poiché il concetto di dimora abituale presuppone necessariamente un esame della situazione di fatto, occorre una verifica caso per caso. Così, ad esempio, se il figlio, pur sussistendo il contratto di locazione, si reca nella città universitaria solo per una parte della settimana e magari dopo i primi mesi dell'anno accademico vi ritorna solo in occasione degli esami, la dimora abituale rimane con i genitori
Le Finanze inoltre sembrano aprire alla possibilità di applicare in sede di acconto tutte le agevolazioni deliberate dai Comuni.
I CHIARIMENTI DEI LETTORI
Pubblichiamo le risposte del dipartimento Finanze del ministero dell'Economia ad alcuni quesiti inviati dai lettori.
Lo studente fuorisede
Il figlio convivente di età inferiore a 26 anni frequenta l'Università in una città diversa da quella di residenza in cui durante la settimana alloggia in un appartamento con regolare contratto di affitto. Si può sostenere che comunque ha la dimora con i genitori e quindi usufruire della detrazione di euro 50?
Il quesito non può avere una risposta univoca, poiché dipende da caso a caso. È fondamentale, infatti, individuare la dimora abituale; con tale espressione si intende far riferimento alla residenza effettiva che può desumersi sulla base di qualsivoglia elemento di convincimento idoneo a dimostrare la dimora abituale del soggetto in luogo diverso. Occorre verificare, quindi, l'intenzione del soggetto di rimanere stabilmente nel luogo prescelto.
Le trasferte all'estero
Un cittadino italiano residente in Italia nella casa di sua proprietà è spesso impegnato per lavoro e per lunghi periodi all'estero. All'estero talvolta alloggia in alberghi e altre volte in un appartamento in affitto. Può usufruire in Italia della detrazione e dell'aliquota prevista per la abitazione principale?
Occorre sempre verificare ' la residenza anagrafica e la dimora abituale del soggetto passivo; per cui valgono le stesse considerazioni appena svolte per il precedente quesito.
Le case per i dipendenti
Un'azienda agricola dispone di cinque appartamenti destinati alia manodopera dipendente. Tali abitazioni si considerano strumentali e quindi la aliquota di imposta è pari al 2 per mille (circolare ministeriale n. 3/2012) Se le abitazioni rimangono sfitte è possibile assolvere l'Imu con la medesima aliquota del 2 per mille?
L'articolo 13, comma 8, del DI 201/2011, prevede che l'aliquota è ridotta allo 0,2% per i fabbricati rurali a uso strumentale di cui all'articolo 9, comma 3-bis, del DI 557/1993 che riconosce, ai fini fiscali, il carattere della ruralità alle costruzioni rurali strumentali necessarie allo svolgimento dell'attività agricola di cui all'articolo 2135 del Codice civile e in particolare destinate, tra l'altro, «ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell'azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento». Nel caso prospettato se le abitazioni "rimangono sfitte" e non è, quindi, possibile dimostrare che siano state utilizzate per più di 100 giorni, non può essere riconosciuto il diritto all'agevolazione in questione.
L'abitazione principale
Le conclusioni della circolare 3/2012 sulle abitazioni ubicate in comuni diversi (paragrafo 6) appaiono incompatibili con la rilevanza della convivenza familiare prevista dalla norma. Non è chiaro sul piano logico perché le due abitazioni situate nello stesso Comune usufruiscono di una sola agevolazione mentre quelle ubicate in due Comuni diversi possono essere considerate entrambe "abitazioni principali". Non sarebbe più coerente ritenere che la previsione per le abitazioni situate nello stesso Comune costituisca un'eccezione alla regola?
L'articolo 13, comma 2, del ' DI 201 del 2011, prevede espressamente che per «abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile».
L'Imu è un tributo comunale e, pertanto, la norma prevede come regola generale che la destinazione dell'immobile ad abitazione principale non possa essere estesa a più di un'unità immobiliare nell'ambito del territorio comunale. Tale principio è stato confermato nella circolare 3/DF e non contrasta con la possibilità dei coniugi di stabilire la residenza in immobili diversi nello stesso comune o in comuni diversi. In quest'ultimo caso è chiaro che ciascun comune può procedere, in sede di accertamento, a verificare l'eventuale abuso delle agevolazioni per l'abitazione principale.
La multiproprietà
Nella disciplina Imu manca una disposizione che impone all'amministratore di effettuare il versamento per conto dei singoli titolari della multiproprietà, né viene richiamata la norma prevista per l'Ici (articolo 19 legge 388/2000): come dovranno procedere gli amministratori in sede di pagamento dell'acconto? Dovranno provvedere i singoli proprietari?
In effetti, mancando la ' disposizione richiamata nel quesito, che non può essere applicata in via estensiva all'Imu, i singoli proprietari dovranno provvedere ciascuno per la propria quota.
Le parti comuni
Nella disciplina Imu manca una disposizione che imponga all'amministratore del condominio di presentare la dichiarazione per le parti comuni dell'edificio, né viene richiamata la norma prevista per l'Ici (articolo 10 comma 4 Dlgs 504/92): il decreto ministeriale che approverà il modello di dichiarazione (con istruzioni) conterrà istruzioni al riguardo?
II comma 12-ter dell'articolo 13 del DI 201/2011, stabilisce che con un apposito decreto saranno disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione. Sono, inoltre, fatte salve le dichiarazioni presentate ai fini dell'Ici, in quanto compatibili Tali disposizioni consentono di risolvere il quesito in esame poiché, innanzitutto le dichiarazioni Ici già presentate a questi fini continuano ad avere effetti anche per l'Imu e per le fattispecie impositive sorte a partire dal 1° gennaio 2012 sarà compito del decreto disciplinarle in modo analogo.
Il condominio
Manca un'indicazione del ministero in ordine al versamento unico da parte dell'amministratore: come dovranno procedere gli amministratori di condominio in sede di pagamento dell'acconto? Dovranno provvedere i singoli condomini?
Per le parti comuni ' dell'edificio (ad esempio: alloggio del portiere) il versamento può essere effettuato dall'amministratore del condominio a nome del condominio stesso. Tale orientamento introdotto dalla prassi amministrativa per l’ici, può essere confermato anche per l'Imu per ragioni di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti.
Le agevolazioni
Nel caso in cui il Comune abbia deliberato l'assimilazione all'abitazione principale per le abitazioni di anziani ricoverati o di residenti all'estero, è possibile per il contribuente effettuare il versamento dell'acconto calcolato sull'aliquota ridotta decisa dal Comune?
Come rilevato nella circolare 3/DF del 18 maggio 2012, nel paragrafo 10.3 «Il contribuente può tenere conto delle agevolazioni per l'abitazione principale deliberate dal Comune». Tale circostanza può verificarsi, ad esempio, quando il Comune abbia esercitato la facoltà di cui al comma 10 dell'articolo 13 del DI 201 del 2011, disponendo «l'elevazione dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta».

I residenti all'estero
La circolare 3/2012 (al paragrafo 10.1) chiarisce che i cittadini italiani residenti all'estero potranno versare l'Imu tramite vaglia postale internazionale (ordinario 0 di versamento in c/c) oppure con bonifico bancario. Considerato che l'equiparazione all'abitazione principale è rimessa alla discrezionalità dei Comuni, come dovrà effettuarsi il pagamento della quota statale? Si verserà l'intero importo al Comune, il quale provvederà a girare la quota erariale? Oppure occorrerà effettuare due operazioni distinte?
Occorrerà effettuare due versamenti distinti, come previsto per tutti i soggetti passivi dell'Imu.
L'autonomia comunale
La circolare 3/2012 (paragrafo 5) afferma che il Comune, nell'esercizio della sua autonomia regolamentare, può manovrare le aliquote «differenziandole sia nell'ambito della stessa fattispecie impositiva, sia all'interno del gruppo catastale, con riferimento alle singole categorìe». Tuttavia, il riferimento alle categorie catastali non si scontra con l'ostacolo della ragionevolezza e della non discriminazione, principi peraltro affermati dalla stessa circolare? Cosi facendo non si interviene sui moltiplicatori e quindi sulla fattispecie imponibile, violando l'articolo 52 del Dlgs 446/97?
Tale scelta non viola i criteri di ragionevolezza e non discriminazione a cui fa riferimento la circolare 3/DF, anche in considerazione della circostanza che tale diversificazione è stata già utilizzata dallo stesso legislatore in passato per escludere dai benefici Ici prima casa le unità immobiliari accatastate nella categorie catastali A/1 A/8 e A/9.
L'uso gratuito
Se il Comune ha deliberato una aliquota ridotta per le case concesse in uso gratuito ai figli è possibile calcolare l'acconto con l'aliquota deliberata invece che con quella ordinaria (7,6 per mille)?
Come rilevato nella circolare 3/DF del 18 maggio 2012, nel paragrafo 10.3 «Il contribuente può tenere conto delle agevolazioni per l'abitazione principale deliberate dal Comune». Tale circostanza può verificarsi, ad esempio, quando il Comune abbia esercitato la facoltà di cui al comma 10 dell'articolo 13 del DI 201 del 2011, disponendo «l'elevazione dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta».
No alla detrazione
In alternativa all'aliquota ridotta, il Comune può deliberare una detrazione d'imposta per le case concesse in uso gratuito a parenti?
Tale facoltà non rientra nella potestà regolamentare attribuita agli enti locali dal nuovo quadro normativo Imu, proprio perché la detrazione è disposta esclusivamente per l'abitazione principale e le relative pertinenze del soggetto passivo e non è più prevista la possibilità di assimilare all'abitazione principale gli immobili concessi in uso gratuito ai parenti come precisato nella circolare 3/DF al paragrafo 6.2.
Gli immobili storici
In caso di abitazione storica dichiarata inagibile 0 inabitabile, è corretto affermare che l'imponibile Imu è pari al 25% del totale?
L'agevolazione prevista per gli immobili di interesse storico e artistico ha il fine di consentire la conservazione ed il miglioramento del patrimonio artistico della nazione e a compensare i proprietari dei vincoli imposti dalla legge. Pertanto, non appare coerente con la logica della norma prevedere un'ulteriore agevolazione che già appare insita nella norma specificatamente disposta per tali immobili.
Dichiarazioni sostitutive
Le dichiarazioni sostitutive di notorietà di inagibilità e inabitabilità già presentate ai fini Ici conservano validità nell'Imu?
È possibile considerare valide dette dichiarazioni, ovviamente, se permangono le condizioni di inagibilità o inabitabilità già dichiarate.
L'affitto
È possibile differenziare le aliquote ridotte degli immobili locati in funzione della circostanza che per il locatario si tratti di abitazione principale oppure no?
Come affermato nella circolare 3/DF nel paragrafo 5. «il limite minimo sia quello massimo costituiscono dei vincoli invalicabili da parte del Comune, il quale, nell'esercizio della sua autonomia regolamentare, può esclusivamente manovrare le aliquote, differenziandole sia nell'ambito della stessa fattispecie impositiva, sia all'interno del gruppo catastale, con riferimento alle singole categorie.
Si deve, comunque, sottolineare che la manovrabilità delle aliquote deve essere sempre esercitata nel rispetto dei criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione».
Per quanto riguarda gli immobili locati l'articolo 13, comma 9, del DI 201 del 2011, prevede la possibilità per i Comuni di stabilire un'aliquota ridotta fino allo 04%. Ovviamente, la previsione regolamentare che dispone un'aliquota ridotta nel caso di immobile locato a un soggetto che lo adibisce ad abitazione principale non potrà consentire l'applicazione delle ulteriori agevolazioni previste dal comma 7 dell'articolo 13 del DI 201 del 2011 per l'abitazione principale e le relative pertinenze.
La cedolare secca
È possibile differenziare le aliquote relative agli immobili locati in funzione della circostanza che il reddito sia assoggettato a cedolare secca oppure a Irpef?
Come ricordato nella circolare 3/DF nel paragrafo 5, occorre, comunque, verificare che la manovra delle aliquote risponda sempre ai «criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione».
I fabbricati locati
Se il Comune ha deliberato ad esempio l'aliquota del 5 per mille per l'abitazione principale e il 4 per mille per i fabbricati locati, in presenza di abitazione principale che sia anche locata è corretto affermare che il contribuente è libero di scegliere l'imposizione minore?
Per ottenere le agevolazioni per l'abitazione principale è essenziale che il soggetto passivo dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell'immobile. Nel caso di specie l'unità immobiliare risulta locata e, pertanto, il contribuente può usufruire solo dell'aliquota del 0,4% stabilita dal Comune per tale fattispecie.
Le aliquote
Si possono deliberare aliquote Imu crescenti all'aumentare del numero delle case possedute?
Come affermato nella circolare 3/DF nel paragrafo 5, «il limite minimo sia quello massimo costituiscono dei vincoli invalicabili da parte del Comune, il quale, nell'esercizio della sua autonomia regolamentare, può esclusivamente manovrare le aliquote, differenziandole sia nell'ambito della stessa fattispecie impositiva, sia all'interno del gruppo catastale, con riferimento alle singole categorie. Si deve, comunque, sottolineare che la manovrabilità delle aliquote deve essere sempre esercitata nel rispetto dei criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione».
Quando si evita l'acconto
II proprietario di una seconda casa non locata che sino al 2011 versava l'Irpef unicamente sul reddito di tale immobile può omettere il versamento del primo acconto Irpef 2012?
Nel presupposto che nell'anno 2012 il contribuente proprietario, oltre che dell'immobile adibito ad abitazione principale, di una seconda casa non locata non possieda redditi, può evitare di versare gli acconti Irpef 2012. Ciò è consentito sulla base della previsione contenuta nell'articolo 2 della legge 23 marzo 1977, n. 97, che prevede la possibilità di effettuare minori versamenti a titolo di acconto qualora, ad esempio, si presuma di conseguire redditi inferiori a quelli dell'anno precedente.
La dichiarazione Imu
Il Comune che delibera una aliquota ridotta per i fabbricati locati può subordinare l'applicazione della riduzione alla presentazione della dichiarazione Imu nella quale si indicano gli estremi delle unità locate?
II comma 12-ter dell'articolo 13 del DI 201/2011, stabilisce che con un apposito decreto saranno disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione. Pertanto, in tale sede sarà valutata la necessità della presentazione della dichiarazione nel caso prospettato nel quesito.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

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