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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: L'ALIQUOTA LOCALE NON E' UTILIZZABILE ALLA PRIMA SCADENZA.

Anche per le case diverse dall'abitazione principale, per determinare l'imponibile si parte dalle rendite catastali aggiornate con il 5% di aumento e si moltiplica la rendita così rivalutata per il coefficiente 160. Il calcolo dell'acconto, in scadenza il 18 giugno, dovrà essere effettuato applicando all'imponibile l'aliquota base dello 0,76% e dividendo il risultato per due. Tanto, supponendo un periodo di possesso pari a 12 mesi.
L'unica modalità ammessa è il pagamento in due rate. Non sembra possibile utilizzare l'aliquota deliberata dal Comune, eventualmente più bassa di quella ordinaria, anche se conosciuta per tempo prima della scadenza di legge. Si tratta di una situazione che potrebbe essere piuttosto frequente per i fabbricati locati.
Nella circolare 3/2012 del dipartimento Finanze l'unica eccezione ammessa, rispetto all'applicazione della misura ordinaria di Imu, riguarda infatti l'abitazione principale. La ragione è da ricercare nell'esigenza di avere a disposizione dati attendibili per effettuare stime di gettito corrette. Per il 2012 i pagamenti in acconto sono per definizione «provvisori», in attesa di stabilire le aliquote definitive in funzione degli incassi reali dell'imposta.
Per tutte le seconde case trova applicazione la quota d'imposta erariale che pari allo 0,38% dell'imponibile, che va versata unitamente all'imposta municipale propria indicando l'apposito codice tributo nel modello F24.
La complicazione di calcolo derivante dalla quota erariale si presenterà in sede di saldo, in scadenza al 17 dicembre prossimo. In quell'occasione, infatti, si dovrà tener conto delle aliquote deliberate dai Comuni. In proposito, va ricordato anche che dopo le prime delibere in scadenza alla fine di giugno, i Comuni potranno intervenire nuovamente con modifiche entro la fine di settembre.
È quindi evidente che se i Comuni hanno adottato numerose aliquote differenziate per le seconde case, in funzione della tipologia delle stesse, il contribuente dovrà eseguire altrettante serie di doppi conteggi per determinare l'imposta erariale.
Nell'ipotesi, piuttosto improbabile, in cui anche in sede di saldo dovesse restare vigente l'aliquota ordinaria del 7,6 per mille, l'imposta da versare a saldo sarà ovviamente pari all'acconto.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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