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NOVITÀ NORMATIVE

ABITAZIONE PRINCIPALE IN COMUNI DIVERSI: DOPPIA AGEVOLAZIONE.

Il passaggio dall'Ici all'Imu ha visto restringersi la nozione di abitazione principale. In primo luogo la «dimora abituale» e la «residenza anagrafica» devono ora coesistere, mentre con l’Ici le risultanze anagrafiche costituivano una semplice presunzione. Dunque, per l'Imu non è più prevista la prova contraria, cioè la dimostrazione che il luogo dell'abituale dimora è diverso dalla residenza anagrafica.
La versione originaria del Dl 201/11 collegava i due requisiti al solo possessore dell'immobile, tralasciando la presenza anche dei familiari.
La legge 44/12 ha ora ristretto ulteriormente il concetto di abitazione principale ricomprendendo anche i componenti del nucleo familiare. La norma non contiene alcuna definizione di «nucleo familiare», anche se appare più probabile il riferimento alla famiglia anagrafica (utilizzata per l'Isee) trattandosi di un elemento facilmente riscontrabile.
La norma precisa inoltre che le agevolazioni per l'abitazione principale e le pertinenze si applicano per un solo immobile nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi nello stesso Comune.
La circolare ministeriale afferma che tale restrizione non si applica agli immobili ubicati in Comuni diversi, poiché in questo caso il rischio di elusione è bilanciato da effettive necessità, per esempio esigenze lavorative. Di fatto il ministero sembra aprire alle "doppie" abitazioni principali situate in Comuni diversi, anche se la conclusione potrebbe apparire incompatibile con la rilevanza della convivenza familiare prevista dalla prima parte della norma e quindi porsi in contrasto con le sue finalità antielusive.
Infine, il riferimento all'unica unità immobiliare farebbe decadere il concetto di alloggi contigui costituenti di fatto un'unica abitazione, come sostenuto dalla giurisprudenza per l'Ici. Sul punto la circolare afferma che non è possibile applicare le agevolazioni per più di un'unità immobiliare, a meno che il contribuente non abbia prima proceduto al loro accatastamento unitario.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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