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NOVITÀ NORMATIVE

ASSUNZIONI FACILITATE PER VIGILI ED EDUCATORI.

Le categorie di lavoro flessibile che hanno incontrato deroghe nella legge di conversione al Milleproroghe 2011 e al decreto sulle «semplificazioni fiscali», dalla Polizia locale agli educatori e agli addetti ai servizi scolastici, non vanno tolte dalla base di calcolo su cui individuare i tetti di spesa 2012, mentre i segretari comunali e provinciali rientrano nella disciplina generale che vincola le uscite del personale.
La prima notizia, positiva per gli enti locali, arriva dal dipartimento della Funzione pubblica mentre la seconda, di segno opposto, è portata dalla sezione Autonomie della Corte dei conti.
Le regole a cui sottoporre il personale flessibile "in deroga" sono illustrate in una nota inviata all'Anci, che chiedeva chiarimenti sui riflessi dei correttivi introdotti dal Parlamento al Milleproroghe e al Dl fiscale (articolo 1, comma 6-bis della legge 14/2012 e articolo 4-ter, comma 12 della 44/2012). La regola generale è quella fissata nel 2010 ed estesa agli enti locali nel 2012, che impedisce di superare nei contratti di lavoro flessibile il 50% della spesa dedicata agli stessi scopi nel 2009.
Il primo correttivo (legge 14/2012) spiega che per «personale educativo e scolastico» e per quello dedicato alla «funzione fondamentale» della Polizia locale, la tagliola del 50% scatta dal 2013; il secondo (legge 44/2012) aggiunge che anche dal 2013 gli enti possono superare il tetto del 50% per i contratti «strettamente necessari a garantire le funzioni di polizia locale, istruzione pubblica e settore sociale», senza comunque mai superare i livelli di spesa raggiunti nel 2009.
Per la Funzione pubblica «non si riscontrano elementi» per l'esclusione dal conteggio: ciò amplia (o, meglio, evita di ridurre drasticamente) gli spazi di manovra per gli enti locali. Escludendo settore educativo e scolastico e Polizia locale dai calcoli relativi all'anno di riferimento, infatti, si sarebbe abbassato il valore della spesa da non superare nel 2012, pari al 50% di quella realizzata nell'anno di riferimento. Il tutto se anche l'Economia non avrà nulla da eccepire.
Sull'ipotesi di escludere i segretari comunali dalle regole generali di spesa di personale, invece, arriva il "non possumus" dalla sezione Autonomie della Corte dei conti (delibera 8/2012). La "riforma" del ruolo, che ha soppresso l'agenzia nazionale affidando la gestione dell'albo al Viminale, secondo i magistrati contabili non ha infatti cambiato la natura funzionale dei segretari, che rimane al cuore dell'organico degli enti, e quindi deve rientrare nelle regole generali che governano la loro spesa. Con la conseguente impossibilità, per molti enti, di avere un segretario generale, che è obbligatorio per legge ma comporterebbe il superamento dei limiti di spesa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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