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NOVITÀ NORMATIVE

MALATTIA SENZA INDENNITA' PER I PRIMI 10 GIORNI

La materia dell'assenza per malattia è sempre stata regolamentata dai contratti collettivi di comparto e all'interno degli stessi è prevista la durata massima del periodo di assenza dal lavoro imputabile a malattia, il trattamento retributivo corrispondente, nonché sono indicate le prescrizioni in materia di controllo da parte della pubblica amministrazione dello stato di malattia del dipendente.
Tuttavia, recentemente, la normativa contrattuale è stata modificata e integrata con alcune limitazioni a opera del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 - poi convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133 - che ha introdotto, all'articolo 71, una serie di disposizioni restrittive in materia, in particolare in relazione al trattamento retributivo nel periodo di assenza per malattia e al controllo della medesima da parte dell'amministrazione datrice di lavoro.
Per espressa previsione dell'articolo 71, ultimo comma, del decreto legge n. 112/2008 citato, inoltre, le disposizioni limitative costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi, derivandone l'applicabilità senza esclusioni a tutti i lavoratori del pubblico impiego. Peraltro, la norma suddetta, a sua volta, è stata recentemente modificata dagli articoli 69 e 72, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 che hanno introdotto l'articolo 55-septies nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ulteriormente modificando le suddette disposizioni in materia di controllo della malattia dei dipendenti pubblici.
Da ultimo, sempre in tema di controllo della malattia, è stato emanato il decreto ministeriale 18 dicembre 2009, n. 206 che ha introdotto nuovi criteri per la determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia.
Certificazione medica
Come ora previsto dall'articolo 55-septies del decreto legislativo n. 165/2001 - introdotto dall'articolo 69 del decreto legislativo n. 150/2009 - nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore ai dieci giorni e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale.
Con il decreto legge n. 112/2008 era inizialmente stato stabilito che le assenze suddette avrebbero potuto essere certificate esclusivamente da una struttura sanitaria pubblica, suscitando tale previsione non poche perplessità, non essendo chiaro se, nel concetto di struttura sanitaria pubblica, dovesse in qualche modo rientrare anche il medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale, al quale inizialmente sempre il cittadino si rivolge per i propri problemi di salute.
A oggi, comunque, dopo le successive modifiche apportate al suddetto decreto legislativo, tali problematiche risultano risolte, visto che la normativa vigente, come visto, indica chiaramente il medico convenzionato con il servizio sanitario quale soggetto autorizzato a rilasciare la certificazione medica richiesta dalla legge.
Peraltro, come stabilito dalla circolare n. 8/2008 del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, l'obbligo della certificazione medica sussiste anche quando il dipendente debba sottoporsi a un accertamento diagnostico o a una visita specialistica, sempre che tale evento sia imputabile a malattia (in ragione della durata dell'assenza, delle valutazioni del dipendente e del medico che redige la prescrizione sanitaria) e che si versi nell'ipotesi di terzo evento di malattia nell'anno solare o che si sia superato il periodo di dieci giorni di assenza dal posto di lavoro.
Trattamento economico
Nei primi dieci giorni di assenza per malattia è corrisposto al dipendente pubblico il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. In tal senso dispone l'articolo 71, comma 1, del decreto legge n. 112/2008.
Come indicato dalla circolare n. 7/2008 del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, si devono intendere per trattamento economico fondamentale le voci del trattamento economico tabellare iniziale e di sviluppo economico, la tredicesima mensilità, la retribuzione individuale di anzianità (ove acquisita) nonché eventuali assegni ad personam per il personale dei ministeri e analoghe voci per i dipendenti di altri comparti.
Ciò premesso, e come peraltro stabilito dall'articolo 45 del decreto legislativo n. 165/2001, il trattamento economico fondamentale e accessorio è definito dai contratti collettivi, ai quali quindi le amministrazioni dovranno riferirsi per eventuali qualificazioni delle voci retributive in relazione allo specifico comparto o area di riferimento.
A tale trattamento economico restrittivo si sottraggono - sempre che i contratti collettivi di riferimento prevedano un trattamento migliore - le assenze per malattia dovute a infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure quando siano motivate da ricovero ospedaliero o day hospital, nonché dovute a patologie gravi che richiedano terapie salvavita.
Altra deroga, introdotta dalla legge di conversione del decreto legge n. 112/2008 all'articolo 71 comma 1-bis e successive modifiche e integrazioni, riguarda le assenze per malattia del personale del comparto sicurezza e difesa nonché di quello del corpo dei vigili del fuoco, in relazione ai quali gli emolumenti di carattere continuativo correlati al loro specifico status e alle peculiari condizioni di impiego cui sono sottoposti viene comunque considerato facente parte del trattamento economico fondamentale e quindi non sottoposto alla decurtazione prevista per gli altri dipendenti pubblici.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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