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NOVITÀ NORMATIVE

I SEGRETARI COMUNALI RIENTRANO FRA I COSTI DEL PERSONALE.

Per la Corte dei conti (sezione autonomie, adunanza 30 aprile 2012) le norme che regolano il ruolo, le funzioni e lo status dei segretari comunali e provinciali non giustificano una posizione funzionale all'interno degli enti locali diversa da quella attuale. Non si può dunque prevedere che le relative spese siano allocate in bilancio diversamente da quelle per il personale dipendente degli stessi enti. In altri termini, la tesi secondo la quale le assunzioni dei segretari comunali e provinciali, essendo prive di limitazioni, non consentono di considerare neutre le relative mobilità (articolo 1, comma 47, della legge 311/2004) è smentita dall'assunto della stessa sezione autonomie della Corte dei conti. La decisione della Corte appare risolutiva, dunque, anche del problema della mobilità dei segretari in altre amministrazioni.
L'altro orientamento
In base alla circolare del dipartimento della Funzione pubblica, emanata congiuntamente alla Ragioneria generale dello Stato il 22 febbraio 2011, le assunzioni dei segretari comunali e provinciali sarebbero escluse dai vincoli sulle assunzioni e la conseguente mobilità «ad eccezione dei segretari collocati in disponibilità nell'elenco di cui all'articolo 34 del Dlgs 165/2001 non sarebbe neutra sotto il profilo contabile. Ciò in quanto l'assunzione degli stessi è autorizzata in relazione ad un fabbisogno che non trova copertura finanziaria in un budget appositamente dedicato dalla legge. La relativa assunzione è quindi priva di vincoli normativi specifici.
In caso contrario, si avrebbe un'alterazione dei livelli occupazionali, rigidamente controllati finanziariamente, in quanto l'assunzione di segretari comunali potrebbe fungere da serbatoio che alimenta le amministrazioni sottoposte a vincoli». Questa tesi è dunque smentita dalla Corte dei conti.
D'altronde, dall'esame del Dpr del ministero dell'Interno del 21 aprile 2011 con cui si autorizzava ad assumere a tempo indeterminato segretari comunali e provinciali, si desume come gli oneri connessi alle assunzioni siano posti (articolo 3 del Dpr) «a carico del bilancio degli enti locali presso i quali i segretari presteranno servizio in qualità di titolari»: l'affermazione ben si concilia con la considerazione che il rapporto di lavoro si instaura solo con la prima nomina a cura del sindaco di un Comune di classe adeguata e conseguente entrata in servizio dei segretari comunali e provinciali di prima nomina e non certo con l'inserimento nell'ambito nell'Albo regionale a cura del ministro dell'Interno e delle singole prefetture.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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