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NOVITÀ NORMATIVE

FABBRICATI RURALI: ULTIMA CHIAMATA PER IL 2 LUGLIO.

Ultima chiamata per ottenere la variazione di categoria dei fabbricati rurali: entro il prossimo 2 luglio (il 30/06 cade di sabato) la presentazione della domanda.
Fatte salve future proroghe sta terminando la fase di richiesta di attribuzione delle categorie specifiche per i fabbricati rurali, disposta dal dl n. 70/2011 («Decreto sviluppo») con il termine prorogato al 30/06/2012, dal comma 8, dell'articolo 29, dl n. 21672011, convertito nella legge n. 14/2012.
Dopo la nota affermazione della Suprema Corte (n. 18565/2009) e di successive, il legislatore è intervenuto allineandosi a tale giurisprudenza, obbligando i proprietari di variare la categoria delle costruzioni rurali in quelle specifiche, individuate nella categoria «A/6» per gli abitativi, di cui al comma 3, dell'art. 9, dl n. 557/1993 e «D/10» per gli strumentali, di cui al successivo comma 3-bis.
Con la pubblicazione del provvedimento del 14/09/2011, accompagnato da un comunicato del medesimo giorno e da un documento di prassi dell'Agenzia del Territorio (circ. 6/T/2011) sono state definite le modalità per ottenere la variazione catastale dei fabbricati rispettosi dei requisiti di ruralità.
Alla domanda di variazione, su supporto cartaceo o con procedura informatica (www.agenziaterritorio.gov.it), devono essere allegati alcuni documenti ben individuati dal provvedimento richiamato, comprese le autocertificazioni, conformi ai modelli allegati al decreto, con le quali il proprietario e/o il titolare di diritti reali attesta il possesso quinquennale dei requisiti di ruralità.
È consigliabile procedere, comunque, alla presentazione della domanda di variazione anche per i fabbricati di più recente costruzione o posseduti per un tempo inferiore al quinquennio, indicando la situazione tra le annotazioni.
Tale variazione ha introdotto una vera e propria sanatoria per i periodi pregressi, sia per quelli a destinazione abitativa che per quelli strumentali, ancorché una recente e discutibile affermazione dei giudici di merito (Italia Oggi, 26/06/2012) abbia messo in discussione la retroattività per quelli strumentali; si ritiene che ai giudici aditi sia sfuggita la «ratio» delle disposizioni ovvero che le stesse hanno inteso, fin troppo chiaramente, chiudere la «querelle» del riconoscimento del requisito di ruralità, concedendo la possibilità di definire la natura della costruzione, soprattutto ai fini del tributo locale per eccellenza (Ici).
È opportuno evidenziare che la procedura indicata deve essere eseguita esclusivamente per i fabbricati già censiti al catasto urbano e che sono in possesso di una categoria diversa da quella richiesta ai fini del riconoscimento della ruralità, giacché per quelli ancora iscritti nel catasto terreni c'è tempo fino al 30 novembre prossimo; l'accatastamento dei fabbricati ancora iscritti nel catasto terreni dovrà avvenire, peraltro, utilizzando l'ordinaria procedura «DOCFA», di cui al dm n. 701/1994.
Come indicato nel decreto del 14/09/2011, per le unità abitative non sarà determinata una specifica rendita, mentre per le costruzioni strumentali la rendita sarà assegnata con il metodo della «stima diretta». Successivamente alla variazione di categoria, eseguita dal tecnico incaricato dal proprietario e/o titolare di diritti reali, gli uffici periferici procederanno a verificare la sussistenza dei requisiti di ruralità e il procedimento di diniego potrà essere impugnato dall'interessato con apposito ricorso.
Infine, con riferimento all'imposta municipale (Imu), introdotta con il dl n. 201/2011, è opportuno chiarire che la ruralità viene riconosciuta a prescindere dall'ottenimento delle categorie indicate, stante il fatto che sugli abitativi il tributo è sempre dovuto, ancorché si utilizzi l'aliquota ordinaria (0,76%) o le agevolazioni destinate all'abitazione principale (aliquota ridotta, detrazione base e maggiorazione), mentre sugli strumentali è possibile l'applicazione del regime di favore (esenzione per quelli collocati in comuni parzialmente montani o aliquota ridotta dello 0,2%), con il solo rispetto delle condizioni indicate dal comma 3-bis, dell'art. 9, dl n. 557/1993 (Ministero dell'economia e delle finanze, circ. 3/DF/2012 § 7.3).
FONTE: ITALIA OGGI

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