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NOVITÀ NORMATIVE

ELABORATI I PRIMI DATI SUI COSTI STANDARD DELLA POLIZIA LOCALE.

Catanzaro, Venezia e Ancona sono i capoluoghi più «virtuosi», Potenza, Bologna e Torino sono quelli più fuori linea, Milano fa meglio di Roma. Benvenuti nel mondo dei «fabbisogni standard» federalisti, che dopo una complessa discussione teorica e un lungo lavoro di raccolta dati cominciano a dare i primi numeri ufficiali.
Quelli approvati ieri dalla Copaff. la commissione paritetica per l'attuazione della riforma, riguardano le spese dei Comuni per la polizia locale, prima funzione esaminata dai tecnici Copaff in collaborazione con la Sose, la società per gli studi di settore: per le Province, invece, l'indagine ha riguardato Sviluppo economico e mercato del lavoro.
Frutto del confronto fra una mole gigantesca di dati (inviati dagli enti locali, che per la polizia locale misurano dal numero dei dipendenti ai metri quadri delle sedi fino al numero dei semafori), e "normalizzati" dalla Sose con le metodologie affinate negli studi di settore, i fabbisogni standard indicano nell'impianto federalista approvato coi decreti legislativi dello scorso anno il livello "giusto" delle spese degli enti locali nelle loro funzioni fondamentali.
Oltre alle pagelle di "virtuoso" o meno, l'effetto dei calcoli condotti dalla commissione presieduta da Luca Antonini sulle amministrazioni si dovrà giocare su un piano pratico: il fabbisogno, secondo la riforma, sarà il livello di spesa garantito dalla perequazione e chi spende di più dovrà farlo chiedendo soldi ai propri cittadini e quindi alzando aliquote e tariffe.
Rispetto all'anno scorso, quando sono stati tradotti in decreti attuativi i principi fissati dalla legge delega del 2009, anche la finanza locale è stata travolta dagli effetti della crisi economica, in primo luogo con tagli a domino sul fondo di riequilibrio per i Comuni. In tempi di spending review, però, il completamento del lavoro sui fabbisogni serve a superare l'epoca dei tagli lineari, che finora hanno premiato nei fatti i Comuni con i livelli di spesa maggiore.
Quello sulla polizia locale è un primo passo, su un capitolo delle spese comunali che pesa 3 miliardi su 53 di uscite correnti (dati Istat) per una funzione relativamente semplice da gestire. Dal confronto fra i dati inviati dai 6mila enti delle Regioni a statuto ordinario, normalizzati tenendo conto di fattori come la dimensione demografica e le caratteristiche territoriali, è stato trovato il livello "ottimale" delle spese, che ovviamente può dipendere anche dal fatto che un'attività sia più o meno sviluppata nel Comune.
Lo stesso lavoro di analisi è già in corso per le funzioni di «amministrazione generale», vale a dire il cuore burocratico dell'ente, mentre è stata quasi completata la raccolta dei dati sul secondo pacchetto di funzioni («istruzione pubblica» e «viabilità»), mentre a completare il quadro interverranno «gestione del territorio» e «settore sociale».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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