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NOVITÀ NORMATIVE

I SINDACI PROTESTANO SUI TAGLI DELLA SPENDING REVIEW.

Malissimo il metodo, qualche timida apertura sul merito. È questo il giudizio dei sindaci sulla spending review in arrivo, dopo un incontro a Palazzo Chigi in cui si è parlato più di orizzonti che di numeri. È stata proprio l'assenza delle cifre (presenti però nelle bozze elaborate dal Governo) a tingere di scuro la reazione degli amministratori locali: «Il Governo ha parlato di 4 miliardi - spiega Graziano Delrio, presidente dell'Anci -, ma ha poi chiarito che ci sono le spese per il terremoto e gli esodati da aggiungere, senza quantificarle nel dettaglio».
«L'atteggiamento del Governo - conferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma e presidente del consiglio nazionale Anci - non è stato trasparente, e questo è preoccupante». Cifre a parte, vanno un po' meglio le modalità operative prospettate dall'Esecutivo per la ripartizione dei sacrifici, a partire dal secco «no» ai tagli lineari.
La traduzione pratica della stretta, e in particolare quella da 2,5 miliardi a valere sul fondo sperimentale di riequilibrio, verrà affidata alla concertazione nella Conferenza Unificata. L'impostazione della spending review targata Enrico Bondi mette nel mirino le «deviazioni» nella spesa, cioè in particolare le uscite fuori media. Il superamento della logica dei tagli lineari è sottolineato come dato positivo anche da Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente dell'Associazione dei Comuni, che riconosce anche «l'esigenza di attuare una gestione più efficiente del personale, il cui peso sul bilancio dei Comuni è molto alto».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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