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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: DETRAZIONE FIGLI AGEVOLAZIONE RIGIDA.

Regole rigide per le agevolazioni Imu sull'abitazione principale. Nelle linee guida che il dipartimento delle finanze del ministero dell'economia ha tracciato per la predisposizione dei regolamenti comunali sulla nuova imposta locale ha posto un freno all'ulteriore detrazione per i figli. Non sempre bastano residenza anagrafica, dimora abituale e limite d'età per fruire del trattamento agevolato. In alcuni casi occorre verificare il rapporto che intercorre tra genitori e figli. Mentre per i figli adottivi il beneficio può essere concesso perché assumono il cognome dei genitori, è escluso il diritto all'ulteriore detrazione di 50 euro in caso di affidamento di minori e di affidamento preadottivo.
Quest'ultima agevolazione, tra l'altro, non può essere riconosciuta neppure per gli immobili posseduti da cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari, né per gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o da altri enti di edilizia residenziale pubblica (Ater), perché il soggetto passivo dell'imposta va individuato nella cooperativa o nell'istituto e non in coloro che detengono l'alloggio.
Secondo il ministero, la maggiorazione si applica anche ai figli adottivi, in quanto ex lege per effetto dell'adozione l'adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome. Infatti, con l'adozione cessano i rapporti dell'adottato verso la famiglia d'origine. Diverso trattamento è invece riservato ai «casi di affidamento dei minori e di affidamento preadottivo», poiché il soggetto interessato non acquisisce «lo stato di figlio degli affidatari». Dunque, la maggiorazione della detrazione non può essere riconosciuta.
Importante è il chiarimento ministeriale anche sugli immobili posseduti da cooperative edilizie a proprietà indivisa, Iacp e Ater adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari. Mentre in base al tenore letterale dell'articolo 13 del dl Monti (201/2011) questi immobili dovrebbero fruire della detrazione e dell'ulteriore detrazione riservate alle abitazioni principali, senza alcuna differenza di trattamento rispetto agli altri immobili, per il dipartimento i comuni devono far rilevare nei regolamenti che «non può essere applicata la maggiorazione di euro 50 per ciascun figlio di età inferire ai 26 anni», in quanto va individuato «il soggetto passivo dell'Imu nella cooperativa ovvero nell'istituto medesimo e non nelle persone fisiche che materialmente detengono l'alloggio».
Nel regolamento comunale va anche precisato che l'importo relativo alla maggiorazione della detrazione «si calcola applicando le medesime regole e i medesimi criteri stabiliti per il computo della detrazione stessa». Quindi, deve essere rapportata ai mesi dell'anno durante i quali si sono verificate le condizioni richieste dalla norma che riconosce il beneficio.
Bisogna ricordare poi che l'articolo 4 del dl 12/2012, in sede di conversione, ha fornito una nuova qualificazione giuridica della nozione di abitazione principale, prevedendo che si intende come tale l'unità immobiliare nella quale il contribuente e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni si applicano per un solo immobile. L'articolo 13 prevede sia per le unità immobiliari adibite a prima casa sia per le pertinenze (classificate in C/2, C/6 e C/7) l'applicazione di un'aliquota ridotta del 4 per mille, che i comuni possono aumentare o diminuire di 2 punti percentuali, e una detrazione di 200 euro, che può essere maggiorata di 50 euro per ogni figlio che risieda anagraficamente e dimori abitualmente nell'immobile, fino a un massimo di 400 euro, al netto della detrazione ordinaria.
FONTE: ITALIA OGGI

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