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NOVITÀ NORMATIVE

ONLINE I CERTIFICATI DI MALATTIA

Si apre per tutti la via telematica per certificare le assenze dal lavoro per malattia. Il «collegato lavoro» approvato ieri (articolo 25) rinnova le regole per i certificati di malattia ed equipara il trattamento dei dipendenti privati a quello previsto per i pubblici, ristrutturato dalla cura «anti-assenteismo» avviata dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.
Per tutti i lavoratori scompare (da subito, prevede la norma) il certificato su carta, per fare posto a quello telematico che il medico dovrà inviare all'Inps. Sarà poi l'istituto di previdenza a smistare, sempre in forma elettronica, gli attestati ai datori di lavoro.
Tutte queste informazioni viaggeranno sulla rete telematica con Asl, ospedali e le altre «strutture di erogazione di servizi sanitari» prevista dalla finanziaria 2007.
L'estensione di questo meccanismo, introdotto nel pubblico impiego dalla riforma Brunetta approvata a fine ottobre, nasce per assicurare un «controllo completo» sulle assenze dal lavoro; per centrare questo obiettivo la norma arruola i mèdici anche attraverso un pesante sistema di sanzioni. Il mancato invio del certificato telematico farà scattare la responsabilità disciplinare, per chi trasgredisce più di una volta è prevista la misura più draconiana possibile: il licenziamento per i camici bianchi dipendenti dalle Asl, e la decadenza della convenzione con il servizio sanitario per chi opera come privato.
Estesa ai privati, infine, anche la norma nata per colpire gli assenteisti recidivi negli uffici pubblici: i medici non convenzionati con il servizio sanitario nazionale potranno certificare solo la prima assenza nel corso dell'anno, purché duri meno di 10 giorni. Per le altre bisognerà rivolgersi alla sanità pubblica o ai medici convenzionati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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