PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

LA CORTE DEI CONTI SPINGE PER IL RIPRISTINO DEI CONTROLLI PREVENTIVI SUGLI ENTI LOCALI.

Martedì prossimo i comuni italiani protesteranno davanti a palazzo Madama contro i tagli alla spesa pubblica. Senza distinzione di colore politico, i sindaci, organizzati dall'Anci, faranno sentire ai senatori le proprie doglianze. È chiaro a tutti, meno che agli amministratori comunali, che se la spesa pubblica va bastonata, gli enti locali debbono pagare come e più degli altri enti.
Se i comuni ottenessero di essere esenti o quasi dalla diminuzione delle spese loro imputate, è evidente che resteremmo ancora fermi alla partenza, come siamo fermi da mesi, perché le manovre (svolte prima dal governo Berlusconi, poi dal governo Monti) hanno sostanzialmente riguardato l'incremento del carico fiscale, non la decapitazione della spesa pubblica.
L'ascesa incontrollata della spesa periferica si può far risalire al progressivo decadere dei controlli sugli enti locali. In età liberale, nel ventennio, successivamente fino all'istituzione delle regioni, la cosiddetta tutela sui comuni (ma non solo: pure sulle province, sui consorzi, sulle ex opere pie, istituzioni di assistenza e beneficenza, ospedali) era svolta dalla giunta provinciale amministrativa. La presenza in essa del prefetto e di alti funzionari di prefettura (c'erano poi membri elettivi) era garanzia che il controllo, non solo di legittimità, ma altresì nel merito, tarpasse le ali agli amministratori locali bramosi di spese facili.
Il passaggio dei controlli alle Regioni, attuato attraverso comitati regionali più sensibili al richiamo politico degli enti locali; la concreta riduzione dei controlli stessi alla sola legittimità; gli interventi legislativi attuati negli anni del compromesso storico con i cosiddetti decreti Stammati, che di fatto ripianarono le spese periferiche a piè di lista: tali eventi, collegati, produssero lo svilimento dell'istituto stesso dei controlli. Si giunse infine alla soppressione in radice: facciano gli enti locali quel che credono e come credono. In nome dell'autonomia, del federalismo, del decentramento, della vicinanza ai cittadini, i comuni hanno così potuto sfrenarsi in una competitiva corsa alla spesa.
Va quindi rilevata con interesse la proposta del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino.
L'alto magistrato rileva come alla Corte siano affidati «controlli orientati all'esigenza del coordinamento della finanza pubblica fra i diversi livelli di governo, per assicurare che tutte e ciascuna delle componenti della Repubblica impieghino correttamente le risorse pubbliche».
Ne fa discendere che «“in tale contesto vi sarebbe spazio per la reintroduzione di controlli di carattere preventivo anche sugli atti degli enti territoriali». Si tratterebbe di «individuare specifiche tipologie di atti degli enti territoriali (quali i principali atti di programmazione comportanti spese, gli atti di variazione del bilancio, gli atti con i quali vengono programmate le risorse di provenienza comunitaria) al fine di valutarne ex ante la loro rispondenza alle norme parametro di coordinamento della finanza pubblica».
Giampaolino auspica pure «un giudizio di parificazione dei conti consuntivi regionali» nelle regioni a statuto ordinario, «anche allo scopo di monitorare il rispetto dei princìpi del pareggio, dell'equilibrio e della copertura finanziaria delle leggi di spesa».
Le proposte sono ragionevoli, documentate e dunque degne del massimo interesse. Provengono dal vertice di un organo nei cui riguardi la pubblica opinione nutre fiducia e rispetto. Si può star certi, però, che in nome dei soliti miti (il federalismo in primo luogo) verranno lasciate cadere. Per raddrizzare la baracca, invero, ci sarebbe bisogno di controlli non solo di legittimità, bensì nel merito, e sul più ampio numero di atti degli enti locali. Sarebbe un metodo efficace per rimediare allo sfascio della spesa pubblica.
FONTE: Italia Oggi

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio